[...] , con questa immagine dai toni freddi stile minacciosa civetta del nord ben descrivono le sensazioni ispirate dalla musica, nell'insieme richiamo a natura e freddo scandinavi [...]
TENEBRAE IN PERPETUUM “Anorexia Obscura”
[...] Tornare così conferma quanto rispetto i Tenebrae in Perpetuum, al netto della nostalgia personale che é anche colpa dei miei "anta" [...]
ÓREIÐA “Óreiða”
[...] “Óreiða” esce dal nulla e crea un’esperienza antica ma attuale, semplice ma non sempliciotta, il che lo rende interessante e da approfondire" [...]
CRAFT “White Noise and Black Metal”
[...] maggior interesse di oggi per l'atmosfera e le costruzioni musicali che puntano essenzialmente alla testa e meno alla pancia dell'ascoltatore [...]
NOCTURNAL ABYSS “Among the Cold Graves”
[...] Trattandosi di musica molto codificata, apprezzarla o meno é più che mai una questione di feeling che per alcuni scatterà, mentre per altri no [...]
ODIOSORDO “Con il Buio Nel Sangue”
[...] questo é un lavoro che prima di tutto vuole esprimere un patimento interiore vissuto sulla propria pelle, giorno dopo giorno, onorando per questo l'introspezione e la sofferenza tanto care a certo Black Metal. [...]
MYLINGAR “Döda Själar”
[...] tentare di carpire il filo musicale dei brani o abbandonarsi alla voracità dei fantasmi erranti dei bambini non battezzati che popolano questo infame limbo evocato dai Mylingar" [...]
WHOREDOM RIFE “Nid: Hymner Av Hat”
[...] "Nid: Hymner Av Hat" alle mie orecchie ha caratteristiche oggettive più valide dell'esordio ma dalla quinta traccia in poi mi costringe ad impormi la voglia di seguirlo fino all'ultima (stanca) "Ceremonial Incantation" [...]
MISOTHEIST “Misotheist”
[...] Se poi si vuole sindacare sul chi crea davvero qualcosa e chi no, si faccia pure. Per me non ha senso di fronte a un "Misotheist" palesemente rivolto agli addetti ai lavori religiosi e che vuole creare qualcosa all'interno di un determinato sotto genere [...]
ULTRA SILVAM “The Spearwound Salvation”
[...] riff impegnativi da suonare con l'occhio rivolto alla melodia, che nel bailamme di una produzione underground certe volte sembrano diciamo così, ingripparsi per un attimo, il che non è di certo segno di debolezza bensì del contrario semmai [...]
HELGEDOM “Den mörka skogen af ondo”
[...] un tutto simil ipnotico fedele al titolo che tradotto significa "La foresta oscura del male", dove i tronchi sembrano muoversi molli pur restando immobili, nel quale si è soli ma accompagnati ovunque da qualcosa [...]
KROLOK “Flying Above Ancient Ruins”
[...] lo stesso che 15 anni dopo ti trovi tra le mani una sera dicendoti "cazzo i Krolok! Saranno 20 anni che non li ascolto". Quindi, ce l'hai da 15 e non li ascolti da 20? Giusto per capirsi... [...]
WOLOK “Fading Mirth & Dry Heaves”
[...] Il mio disappunto nel sentire i Wolok tornare così dopo dieci anni é una spregiudicatissima presa di posizione da semplice fan, non vangelo, perché un cambio di rotta lo baratto soltanto a certe condizioni che qui non ci sono, o forse non le so trovare [...]
WOLOK “Caput Mortuum”
[...] Dissonanze bislacche. Tastiere torpide. Effetti liquidi, ondulanti. Definirei lo stile della band esasperato, odioso e soffocante, cane che ruotando convulsamente su sè stesso finisce per strozzarsi con il proprio guinzaglio [...]
DARKTHRONE “Old Star”
[...] E comunque, ridendo e scherzando siamo a diciotto. Sí, 18 full length. Criticati o idolatrati, verso i cinquanta di età, ma sempre presenti e chissà per quanto. Non so se ridere o piangere [...]














