ODIOSORDO “Con il Buio Nel Sangue”


Conosco i membri degli Odiosordo da qualche anno, percui se avessero fatto un disco di bassa qualità me ne sarei stato zitto tenendomi alla larga da una recensione per evitare il patetico teatrino del bravi tutti. Per fortuna questo full scongiura ogni imbarazzo, tanto che anche se già la copertina pare fuori tema rispetto al genere che tratto in The Frostconcept, “Con il buio nel sangue” vi deve far parte.

Ma é black metal o no? Il dark ambient di “… E che non avrà mai luce“, la tensione dei vari riff più veloci e freddi é sicuramente di derivazione black, gli accenni depressivi, il nero come colore dominante di musica e sensazioni. Ma la voce é HC, i break cadenzati sono muscolari, affondano tantissimo e vengono da altre sponde piú core e tutto l’insieme ha un che di odierno nell’insieme ma con radici non proprio moderne e sicuramente trasversali. Per me questo é un lavoro che prima di tutto vuole esprimere un patimento interiore vissuto sulla propria pelle, giorno dopo giorno, onorando per questo l’introspezione e la sofferenza tanto care a certo Black Metal.

Con il buio nel sangue” é un disco approfondito, di getto nelle sensazioni ma non nel lavoro di scrittura, intenso nelle parole e nei suoni, addolorato, bastardo, duro, fumoso, cupo, teso, dirompente, sincero, scorretto, greve, che si é rotto i coglioni della buone maniere, per cui non fa conversazione da salotto ma sputa bile, dispiacere, schizzandoti saliva sulla faccia con il suo odio sordo. Tutto questo é molto Black Metal nell’intento, espresso da brani con quel qualcosa in più oltre l’idea inziale, cioè la variazione di un’atmosfera o l’arrivo di un riff diverso che allungano la vita del brano dandogli un nuovo piano con il quale comunicare dell’altro.

Ma la cosa che preferisco é la sua dannata calamita musicale carica di energia dal forte piglio emotivo, il cui apice si trova nel dramma finale di “Il tuo destino“, in grado di bagnarmi gli occhi ogni – santa – volta, oltre a farmi pensare che quel tizio minaccioso in copertina potremmo essere tutti noi se sottoposti a durezza, privazioni, lunghi anni di patimenti fisici, emotivi, non per forza spiegabili a parole in una confusione di fatti, eventi, persone, perdono, rancore, che fanno diventare disillusi, pessimisti, spigolosi, chiusi, arroganti, isolati, se non addirittura estremisti o violenti, finendo per urlare a squarciagola come Matteo e non per maleducazione, ma perché non si ha più nulla da perdere, o magari scegliendo di eclissarsi come “Elisabeth“.

Siete schiavi, senza rendervene conto / un piacevole inganno che vi imprigiona maliziosamente / una condizione che sottolinea la mia devota repulsione.

Nell’aldilà dei vostri giorni

Forse ciò che provo mi fa immedesimare troppo? È quel che sentono loro? Sono tutte stronzate? Me ne frego. Per me “Con il buio buio nel sangue” è ogni volta una corsa a petto nudo in un corridoio angusto di cemento, mentre l’uomo in nero sulla copertina mi insegue. Soffoco nella foga e mi domando come sono finito in questo guaio, giro la testa indietro mentre l’altro non molla, impassibile nel volto e sempre due metri dietro a me. Vorrei proprio sapere che cazzo vuole!!!


Imperatix Mundi Records & VBMF / anno 2019 / tracce 10 / durata 48:57
Intro / Il Risveglio / Cranio Ghiacciato / Avanzi irrequieti / Nell’aldilà dei vostri giorni / Senza promessa / Elisabeth / Odio sordo / Il tuo destino, un vile sentiero / …e che mai avrà luce.

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