WHOREDOM RIFE “Nid: Hymner Av Hat”


I Whoredome Rife sono al secondo full e spostano la loro traiettoria musicale dal precedente disco non particolarmente interessante, riuscendo per buona parte di questi cinquanta minuti ad allontanarsi dal solco imboccato nel 2017 e che definirei amichevolmente precotto norvegese.

Non che basti a far sí che il qui presente si stagli come la stella più luminosa nel cielo della Norvegia black, ma sicuramente migliora la resa della band in quanto spariscono le tastiere tranne che in “Hyllest” dove hanno un vero senso espressivo, la produzione si sporca un po’, l’atmosfera generale s’incupisce e svaniscono certe cessioni melodiche che non avevo digerito. In un certo senso pare un disco più da Terratur Possessions, anche in virtù di vocals scurite e un sentore epico/pagano che data la copertina pensavo massicciamente presente.

Questi sono i recenti Whoredome Rife, mai campati in aria musicalmente e dall’impostazione sicura, diversi per le sensazioni evocate ed imbruttiti (in senso positivo) nell’approccio, ma che non si sganciano del tutto dalla sensazione di essere una band brava ad applicarsi peccando però nelle sensazioni, migliorati ma senza sfavillii, autori di un disco ben fatto come é nelle loro corde, con i picchi di”Verdi oeydest“, “Where the Shadows Dwell” e “Hyllest“.

Quello del ben fatto però é terreno impervio quanto concetto variabile, relativo, soggettivo, perché per alcuni significa professionale, per altri richiama il termine ispirato, oppure chessò, classico, evocativo, sentito ? “Nid: Hymner Av Hat” alle mie orecchie ha caratteristiche oggettive più valide dell’esordio ma dalla quinta traccia in poi mi costringe ad impormi la voglia di seguirlo fino all’ultima (stanca) “Ceremonial Incantation“. Se ci mettiamo il mocker rivedibile quale elemento che non giova al contesto, la sensazione palpabile è che questo disco resterà nel folto gruppo degli album che scompaiono dalla mia memoria in fretta. Questo è Black Metal positivamente standard e io passo.


Terratur Possessions / anno 2018 / tracce 7 / durata 50:00
Summoning the Ravens / Verdi oeydest / Where the Shadows Dwell / Hyllest / Crown of Deceit / New Hate Dawns / Ceremonial Incantation.

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