STILLA “Synviljor”


Mi ha ispirato da subito la copertina di questo quarto album degli Stilla, band dal nome a me molto simpatico oltre che combo indubbiamente poco side e molto project di musicisti d’esperienza facenti essenzialmente parte dei Bergraven i quali, con questa immagine dai toni freddi stile minacciosa civetta del nord ben descrivono le sensazioni ispirate dalla musica, nell’insieme richiamo a natura e freddo scandinavi in una chiave espressiva che con un pò di sorpresa a me ha ricordato soprattutto la Norvegia, più che la Svezia dalla quale i ns. provengono.

E’ anche strano a dirsi perchè non stiamo parlando di una band di ragazzetti che emulano i loro eroi, ma ascoltando “Synviljor” la mie sensazioni istintive sono corse con dei flash agli elmetti vichinghi stile Enslaved di “Frost” durante le parti centellinate di cantato pulito tradizionale, “Dark Medieval Times” soprattutto per alcuni colori quasi ancestrali di taluni passaggi di tastiera, ma anche ai primi Koldbrann per l’approccio violento e brutalmente rozzo alle accellerazioni, oltre che per la durezza delle vocals, molto secche, aggressive, forzate. In realtà non voglio per forza associare questo album a tali band, ma non citarle è come glissare su sensazioni in parte irrazionali stimolate da questo disco, segno secondo me positivo dal punto di vista del potere evocativo perché a ben guardarli gli Stilla rimangono senza dubbio loro stessi senza scivolare verso scorciatoie musicali ammicanti ad altri, in quanto marchiano un pò tutto il disco con quel loro comporre non canonicamente scorrevole derivante, a mio parere, dalla parte più articolata dello stile Bergraven che in questo caso fa da ponte tra il tiro dei pezzi più veloci e gli spazi tracciati dai momenti d’atmosfera efficacemente descrivibili con la parola boreale.

Coloro che cercano / Ho trovato / Coloro che stanno cercando hanno trovato / Ciò che la luce ha dimenticato.

Myr

Penso che “Synviljor” sia il disco meglio riuscito degli Stilla, gruppo a mio gusto non sempre in grado di trovare la giusta amalgama tra suoni, idee, songwriting e sensazioni cercate, che qui giungono ad un sunto delle intenzioni tracciate dall’esordio “Till stilla falla” in chiave violenta, vagamente eccentrica come d’uopo per loro, tagliente, gelida, slabbrata quanto le chitarre, intensa, significativa, strutturata, anche in virtù del lavorio di tastiere che crea spazi di respiro trascinanti, evocativi, estremamente interessanti e per nulla banali… come la musica di questo quartetto.


Nordvis Produktion / anno 2018 / tracce 7 / durata 46:49
Frälsefrosten / Skogsbrand / En närvaro av då / Den kusligaste av gäster / Myr/ Över blodiga vidder / Ut ur tid och rum.

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