TENEBRAE IN PERPETUUM “Anorexia Obscura”


Per un fan di lungo corso come me, la cosa più importante e rassicurante è stata capire che “Anorexia Obscura” non é una boiata. L’espressione forte fa parte della frustrazione dovuta ad anni di metal durante i quali ho subito ritorni, rinascite, reunion e tutto questo genere di brutture che spesso confermano quanto è più consono l’esilio silenzioso al ritorno sulle scene. Se poi pensate che a scrivere é uno di quelli pronti ad onorare una nevicata ascoltando Evilfeast e Tenebrae in Perpetuum, capirete che certi modi coloriti ci stanno.

Tutto questo preambolo é fondamentale a chiarire quanto trasporto ci metto parlando dei Tenebrae in Perpetuum e per sottolineare con una vena di dispiacere, che ai prossimi fiocchi bianchi – semmai se ne vedranno dalle mie parti – prediligerò per la prima volta altro ai trentini perché “Anorexia Obscura” non tocca più quell’immaginario che parla la lingua di boschi e montagne innevate, anche se gli va dato atto di evocare comunque il freddo in una forma più cruda, parte di un nuovo corso a tratti sintetico sorretto dall’uso intelligente ed espressivo dei campionamenti d’elettronica. Giusto per intendersi, non parlo di Aborym o Mysticum, ma del classico drumming TiP, di suoni algidi e accellerazioni sparate ma applicate ad un contesto evidentemente diverso che non occhieggia ad un ipotetico nuovo, lo interpreta lasciandogli campo con una personalità che si trova nel sunto tra passato e presente di “Nero, oscuro concetto di assoluto“.

Atratus torna inaspettatamente dopo dieci anni con sette tracce dalle quali si percepisce davvero che ci sono nuove condizioni creative per comunicare concetti in musica. Che poi piacciano o meno è soltanto questione arbitraria anche se il modo di approcciarle fa la differenza, in quanto la loro comprensione va aiutata lasciandosi alle spalle certi preconcetti conservatori, perchè credere di trovare ancora il norse core di un tempo è pia illusione malgrado “L’epoca oscura del caos” lo richiami degnamente.

Anorexia Obscura” mi ha progressivamente convinto, quindi digerire il cambiamento sta a me/voi ma non è compito impossibile perché l’album in cambio regala del vero Black Metal rivolto in una direzione tematica e musicale ricca di idee interessanti dalla validissima vena creativa rinnovata, inaspettata e sicuramente figlia di Atratus. Al tempo pensai che chiudere baracca e burattini fosse scelta coerente con lo stile di un gruppo di poche parole e fatti concreti che incarnava il concetto del fare Black Metal sentito. Tornare così conferma quanto rispetto i Tenebrae in Perpetuum, al netto della nostalgia personale che é anche colpa dei miei “anta“.


Debemur Morti Productions / anno 2019 / tracce 7 / durata 40:37
Dissonanze mentali / Anorexia obscura / Oscillazione ipnotica profonda / L’epoca oscura del caos / Nero, oscuro concetto di assoluto / Criogenia letale / Silicio freddo.

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