KROLOK “Flying Above Ancient Ruins”


Questo dei Krolok é proprio il disco che finisce nella collezione dei completisti del Black Metal senza fatica, lo stesso che 15 anni dopo ti trovi tra le mani una sera dicendoti “cazzo i Krolok! Saranno 20 anni che non li ascolto“. Quindi, ce l’hai da 15 e non li ascolti da 20? Giusto per capirsi…

Anche se proprio non riesco a digerire quel che ho sentito dei Malokarpatan, sempre elogiati da chi invece li capisce, ho voluto approfondirne questo side project abboccando con piacere alla cultosissima copertina, scoprendo che tra i membri compare anche il batterista degli (un tempo enormi) Algor, trovando piacevoli 1ma non indimenticabili sorprese nell’aria ancestrale che aleggia attorno alla fortezza tratteggiata dal terzetto.

Di eclettismi non se ne trovano in “Flying Above Ancient Ruins“, per cui cover e tematiche vanno saldamente a braccetto in questo Black Metal nordico/est europeo che descrive immagini e sensazioni compagne di notte, natura, vampirismo, castelli celanti segreti secolari ed i nostri si descrivono come “Atmospheric and intricate black metal in the 90’s tradition with a raw edge“. Effettivente gli elementi citati compaiono tutti, o quasi, perché l’aspetto “intricate” della faccenda mi risulta ancora poco chiaro, forse a causa del mio metro di giudizio mal tarato, oppure semplicemente perché di intricato non c’è nulla in un disco sufficientemente curato ed atmosferico non tanto per l’uso inevitabile delle tastiere centellinate, ma per la scelta di suoni poco aperti che tendono a chiudere piacevolmente su sé stessa l’aria generale dei brani, creando un parallelo musicale di sensazioni.

Affascinato dall’impotenza / La morte non è mai stata così vicina / Il destino gioca con te / Come una bestia in agguato della sua preda

At the End of a New Age

Dopo vari ascolti, non trovo un’idea che presa singolarmente sia meritevole di citazione, il che non esclude la validità dell’insieme, infatti dei Krolok rimane il ricordo complessivo tutto sommato positivo dell’album che già con l’intro ci porta a cavallo di destrieri neri al cospetto della scena in copertina. Non mancano certi sentori dei primissimi Ancient o la sensazione di stare in un vecchio film di vampiri durante l’attacco di “Count Von Krolok“, in un tutto che rende “Flying Above Ancient Ruins” il classico filler per un ordine dalla tua distro di fiducia, quando hai già messo nel carrello alcuni titoli ma ti trovi ancora dei soldi da spendere e non vuoi portarti a casa il rischio di una cantonata alla cieca. Per questo scegli i Krolok, che col tempo svaniranno in mezzo alla tua collezione.


Hexencave Productions / anno 2017 / tracce 5 / durata 34:50
Flying Above Ancient Ruins; Hunger of Her Eyes; Count Von Krolock; The Wanderer Ascends (Father of Sorrows and Past); At the End of a New Age.

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