[...] Non é norvegese, svedese, finlandese, cimbro o parsi. È e basta, indimenticabile soprattutto per chi trova gusto nell'ascoltare buoni/ottimi album come questo, pezzi unici sotto vari punti di vista [...]
THE ONE “I, Master”
[...] ritmi furenti intervallati a tempi rallentati, calcati, muscolosi, mentre I e V ti guardano dall'alto in basso del loro delirio elettrico/bastardo con grugno sprezzante [...]
TYRANNI “Baron af avoghetens smärta”
[...] Per spiegarmi senza giri di parole: il figuro pittato che si staglia sulla grigia boscaglia presta la propria mise alla copertina di un disco acerbo e senza mordente, non da buttare in senso assoluto ma con un piede e mezzo già nel dimenticatoio. [...]
ARVAS “Equanimity”
[...] Sta di fatto che questi Arvas mostrano due palle belle grosse e meritano un applauso di quelli in piedi quale tributo al loro lavoro e non perchè si ha le mutante in mezzo alle chiappe come nelle standing ovation finte in TV [...]
VALKYRJA “Throne Ablaze”
[...] con i Valkyrja conta solo se fanno il loro fottuto dovere o no, cioè surfare tra Watain ed il Black Metal svedese ben sparato a solide velocità esecutive e senza sbavature di nessun tipo. [...]
THE DEATHTRIP “Demon Solar Totem”
[...] "Demon Solar Totem" suona completissimo sotto l'aspetto vocale, compositivo ed atmosferico, ma soprattutto è accattivante, diverso, come la title track che s'insinua nella testa facendosi strada con una strana orecchiabilità ammaliatrice, ruvida, un pò viziosa ma soprattutto trascinante. [...]
1349 “The Infernal Pathway”
[...] Questi 1349 non hanno molto da dire in studio e immagino compongano dischi di estremismo plurirodato in vista dei live, dove possono appoggiarsi alla componente showtime [...]
DJEVEL “Ormer Til Armer, Maane Til Hode”
[...] i Djevel di oggi hanno spostato la loro portanza musicale lungo una via legata sempre alle proprie origini geografiche aggiungendovi una sfumatura comunicativa particolare [...]
DIGERDÖDEN “Majestätens dunkla håg, i dödens profana ståt”
[...] Se vogliamo, questo scrivere e pubblicare materiale é un modo per rinnovare certe sensazioni di continuo come fa il Black Metal stesso, dove cambia tutto senza variare nulla [...]
VARGRAV “Reign In Supreme Darkness”
[...] non ci posso fare nulla se ad ogni ascolto mi sono ritrovato tiepido e senza aver provato un particolare trasporto [...]
MARRAS “Where Light Comes to Die”
[...] Musicalmente però, "Where Light Comes to Die" non suona così ovvio come si potrebbe pensare in quanto già la tracklist costituita da quattro pezzi canonici e sei preludi / intermezzi parla in una lingua diversa all'ascoltatore [...]
DRASTUS “La croix de sang”
[...] un platter violentissimo e generatore inarrestabile di tensione nervosa ed emotiva che rispetto a suo padre cresce sotto l'aspetto dello spazio lasciato all'articolazione dell'esecuzione furiosa [...]
ÖDE “Schimmenwoud”
[...] Con gli Öde invece, mi pare più corretto parlare finalmente di Tristezza Black Metal, quella che in fondo è sempre stata insista nel genere dai tempi d'oro del filone nord europeo [...]
SEVEROTH “When the Night Falls…”
[...] Severoth ha sempre avuto un gusto sopra la media e si capiva già da "Forestpaths" quanto fosse in grado di creare brani con un sentimento non proprio comune [...]
BETHLEHEM “Lebe dich leer”
[...] Per cui non é un patetico revival Bethlehem, ce li porta ad oggi con certi stilemi che non danno l'impressione di essere evocati per giutificare il nome sulla copertina [...]














