1349 “The Infernal Pathway”


Cosa vuoi dire dei 1349 se non che sputano fiamme dal di dietro come fossero una fornace alimentata a Thrash e Black creando un connubio unico? Oddio, ad onor del vero erano tali fino al 2005, anno nel quale usciva il devastante “Hellfire” che oltre ad essere l’ultimo loro full di mio gradimento é stato lo spartiacque ideale tra l’essere una compagine Black Metal nel vero senso della parola e la band da festival in grande stile di oggi.

Nulla contro le venue Metal o le strade artistiche percorse da musicisti professionisti, né tantomeno mi metterò muso a muso con l’inevitabile incedere del tempo che spesso scippa l’enfasi giovanile delle band a favore di scelte meno istintive, sempre estreme ma un po’ in sicurezza. Però penso: se un fagocitatore di musica come me si stanca di un gruppo tanto piantato a terra, un motivo c’è. Non che questo significhi in assoluto qualcosa, le mie sono opinioni e magari mi son perso qualcosa nascosto nelle nebbie dei loro ultimi quindici anni di carriera senza rendermene conto, ma ascoltare “The Infernal Pathway” distrattamente, notando in esso sempre le solite furiose cose svuotate della frenesia passata senza provare del sano trasporto, a me spiace, ripensando alla passione che provai per loro ai tempi di “Beyond the Apocalypse” quando parevano una delle più arzigogolate incarnazioni del male in musica.

Però informarsi é bene, per cui “The Infernal Pathway” ha girato nel mio stereo con la simil foga delle sue prime tracce via via persa nella lunghezza rivedibile degli ultimi tre brani che spengono il pacato e circospetto interesse iniziale. Questi 1349 non hanno molto da dire in studio e immagino compongano dischi di estremismo plurirodato in vista dei live, dove possono appoggiarsi alla componente showtime, a meno che non ci si impressioni per la compattezza esecutiva di questi undici brani e si trovi la ricerca dell’atmosfera una via proficua invece di un ostacolo al testosterone, il tutto non propriamente aiutato da una produzione così giusta.

Troppo poco per consigliarli a chi cerca la forza primordiale del Black Metal. Quindi, siccome con i norvegesi é anni che ho smesso di accontentarmi, ancora una volta passo a chi sa apprezzare certe cose.

Classificazione: 2 su 5.

Season of Mist / anno 2019 / tracce 11 / durata 44:02
Abyssos Antithesis / Through Eyes of Stone / Tunnel of Set VIII / Enter Cold Void Dreaming / Towers upon Towers / Tunnel of Set IX / Deeper Still / Striding the Chasm / Dødskamp / Tunnel of Set X / Stand Tall in Fire.