THE DEATHTRIP “Demon Solar Totem”


“Cazzo sono tornati i The Deathtrip! Quelli di Aldrahn!!! Quelli di Aldraaahn… ma merda, lui non c’è piu. Però, che copertina. Che é stavolta? Doom? Ma di mezzo c’è uno dei Thine? Quelli dark rock?!?!? Sì, ma pure prima se è per quello e “Deep Drone Master” l’ho ascoltato più di qualche volta. Che fosse solo per Aldrahn? Ma in definitiva… ‘sti cazzi no?”

Effettivamente, qualche sega mentale da appassionato rimasto bambino si é susseguita nel pre ascolto di “Demon Solar Totem” (sempre tra parole nel titolo dei due dischi) in quanto, attendere la prova vocale di un cantante di quel livello che però sul più bello manca, beh, lascia l’amaro in bocca e porta in dote dei dubbi, malgrado il primo sample disponibile si dimostrò tutt’altro che scarso.

Spesso ultimamente, mi trovo stupito da questo o quel disco che fortunatamente mi tengono distante dal tedio imperante con la loro sana e rigogliosa qualità, cresciuta fortunatamente distante dal pernicioso dilettantismo raffazzonato privo di personalità che abbonda nelle sterminate pianure della pochezza musicale di oggi. Nel mezzo di tutto questo, spunta ad esempio il connubio di Black Metal pulsante e aspetti più teatralmente lisergici di “Demon Solar Totem“, che a me ricordano la tradizione doom inglese rimestata in un pentolone di vari riff alla Burzum periodo “Belus“, suoni asciutti stile Thorns e le vocals di Kvohst alquanto particolari, tirate, graffianti, per nulla piatte, variegate, solo in pochi casi volutamente assonanti ad Aldrahn. Il punto però, attorno al quale si gioca un pò tutto il disco, sta nell’arcano sentore ritualistico imbevuto di sensazioni stranianti che danno a “Demon Solar Totem” un’aria mai banale, spiccata, religiosamente deviata (non religious) con quei cori simil eclesiastici dall’odore di evocazione come si vede in certe pellicole di nicchia degli anni ’70/’80..

Ascoltando soprattutto “Enter Spectral Realms“, ho pensato ad un santone di colore dalla tunica bordeaux e risvolti interni gialli, con il volto illuminato sinistramente dal fuoco di un bracere mentre invoca a braccia aperte la fulva creatura in copertina, alla quale sono dedicate delle cantilene cerimoniali e quelle svolte inaspettatamente creative che arricchichiscono i pezzi, elementi forndamentali per dare la misura concreta di questa band di Aldrahn senza Aldrahn, la quale risulta originale e vibrante fuori dai confini canonici. “Demon Solar Totem” suona completissimo sotto l’aspetto vocale, compositivo ed atmosferico, ma soprattutto è accattivante, diverso, come la title track che s’insinua nella testa facendosi strada con una strana orecchiabilità ammaliatrice, ruvida, un pò viziosa ma soprattutto trascinante.

Se dovessi dire quali sono gli album 2019 più caratteristici, quelli dall’impronta istintiva più forte, direi immediatamente “Demon Solar Totem” insieme a pochi, pochissimi altri. Quindi The Deathtrip con o senza Aldrahn? Meglio “Demon Solar Totem” e basta.

Classificazione: 4.5 su 5.

Profound Lore Records / anno 2019 / tracce 7 / durata 55:11
Demon Solar Totem / Angel Fossils / Enter Spectral Realms / Surrender to a Higher Power / Vintage Telepathy / Abraxas Mirrors /Awaiting a New Maker.