ÖDE “Schimmenwoud”


Anni fa si metteva il depressive in tutte le salse come si fa oggi in cucina col cumino ed anche a me capitava di affibbiare tale etichetta a qualsiasi cosa tendesse a determinate sensazioni. Con gli Öde invece, mi pare più corretto parlare finalmente di Tristezza Black Metal, quella che in fondo è sempre stata insista nel genere dai tempi d’oro del filone nord europeo. Nord, quindi cielo denso carico di neve, la musica di Nebel e i vocalizzi dell’ospite Haegl. Tra malinconia e tristezza appunto.

Schimmenwoud” potrebbe essere uno scrigno custode di bellezze: “Tot De Leegte Wederkeren” che si stampa nella testa per il suond curato e quel pattern di batteria abbastanza semplice ma alquanto caratteristico; “Schimmendans”, pezzo freddo, malinconico, nel quale la partenza decisa allenta gradualmente la presa facendo crescere lentamente verso il primo piano le chitarre; “Hetgeen Wat Niet Had Moeten Zijn”, rallentata come il sangue gelato che scorre dolorosamente nelle vene e pare far lamentare Haegl; “Ik Verafschuw Hen” la cui seconda parte raggiunge livelli espressivi che mi hanno fatto accapponare la pelle; “Door Donkere Wouden”, tetro e lentissimo lamento immerso nei vapori gelati di un falso piano notturno innevato.

Guardato più da distante, il disco scorre facilmente nel lettore con il suo stile asciutto ed essenziale a base di chitarre in primissimo piano, basso di contorno, vocals azzeccate e drumming semplice ed efficace. Ogni pezzo si sviluppa con cura correndo o rallentando senza mai allontanarsi dal senso di contemplazione intima di una nevicata lenta, sferzata da qualche colpo di vento mai eccessivamente violento. Non so se abbia ancora senso fare certi discorsi al giorno d’oggi, ma per il trasporto che ho vissuto durante “Schimmenwoud“, tra qualche anno mi piacerebbe sentirne parlare come uno di quei piccoli grandi dischi andati persi nelle pieghe del loro periodo. Ma forse esagero.

Intanto mi accontento che gli sia dato il tempo per esprimersi e farsi capire. Io mi lascio alla strumentale “Dood”.


Total Holocaust Records / anno 2008 / tracce 6 / durata 40:33
Tot de Leegte Wederkeren / Schimmendans / Hetgeen Wat Niet Had Moeten Zijn / Ik Verafschuw Hen / Door Donkere Wouden / Dood.

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