[...] A questi Dødsengel è riuscito lo scrivere pezzi indubbiamente black metal e vecchia scuola norvegese nel sangue, ma con quel quid in più dato da una strutturazione consistente dei brani [...]
MURG “Strävan”
[...] Violenza poca, madre patria tanta, ma non quella melodica stile Dissection, per intendersi. Le tracce provengono da un passato cupo senza medievalismi [...]
OFDRYKKJA “Gryningsvisor”
[...] Ma si è detto sottobosco. Anzi, meglio, teniamoci solo il bosco, in questo caso magico e notturno dal quale non vorrei mai dover uscire volontariamente, se vogliamo idealmente raggiungibile con più facilità in queste giornate di quarantena imposta da un virus [...]
NASHEIM “Jord Och Aska”
[...] Quindi, se "Jord Och Aska" é tanto speciale perché vale soltanto una stella del gelo? Semplicemente per provocazione e protesta verso le vocals. [...]
NJIQAHDDA “Yrg Alms”
[...] mettere in guardia dagli effetti che il terzetto “Ingratuu Maate Lagentii ”, “Saavolungaat”, “Yrg Alms” potrebbe sortire sulla vostra visione del Black Metal evoluto... a volerlo per forza chiamare così [...]
IMPAVIDA “Antipode”
[...] Ma qual'è stato il risultato dei miei ascolti? Prima di tutto che gli Impavida del 2008 non ci sono più e "Antipode" dura troppo poco. Potrebbero sembrare affermazioni profodamente critiche e negative, ma in realtà è così solo in parte. [...]
SULPHURIC NIGHT “Forever Cursed”
[...] Per sparare due proclami basta una tastiera. Al Black Metal invece non è sufficiente del cerone sulla faccia e la giusta distorsione (qui c'è eccome). Lui esige il feeling. [...]
SVARTIDAUÐI “Revelations of the Red Sword”
[...] un album diverso, che non tiene più lo sguardo ai quattro angoli della terra come "Flesh Cathedral", bensì lo alza verso la prima alba di una nuova era onorata in "Revelations of the Red Sword" [...]
VELVET CACOON “Atropine”
[...] Quindi “Atropine” mi piace molto tutt'ora, ma solo nella penombra come in quei giorni alquanto strani che mi han legato a questo album per sempre, perché solo nel semi buio le sue atmosfere riescono nella magia di espandersi fino a confondere i limiti del mondo circostante [...]
SALIGIA “Vesaevus”
[...] Li ritrovo in parte entro le note interessanti di questo nuovo album composto tra il 2006 e il 2019 la cui dualità sottopelle, stemperata in fase di stesura, deriva da idee prese lungo un lasso di tempo ampio, coperto con un lavoro moderno dai profumi classici [...]
DIE KUNST DER FINSTERNIS “Revenant in a Phantom World (Queen of Owls Addendum)”
[...] Ascoltarlo è come presenziare, in una stanza avvolta dal nero totale, alla lettura musicata di episodi macabri e vividi evocati con parole spiacevoli quali inquietudine, paura, morte, tubercolosi, grottesco, esumazione e decadenza, mentre il sangue rosso scuro ribolle sotto i colpi corposi della batteria [...]
CONTAMINATION “The Scourge Grows”
[...] Malgrado si parli di old school che più old di così si muore, terreno ideale per gente attempata come me, ho provato solo un parziale trasporto con la musica di "The Scourge Grows" anche se le sue intenzioni sono palesissime [...]
TSORER “Return to Sodom”
[...] quindi ben vengano gruppi come questi, provenienti da paesi che i testoni come me non vogliono considerare sulla mappa geografica del Black Metal, salvo poi scapoiare proprio grazie a loro... [...]
CONSUMMATION “The Great Solar Hunter”
[...] la nota dominante di “The Great Solar Hunter" é il suo stile complesso impostato su un sound che vira il Black Metal verso il Death e viceversa a rendere l'insieme stratificato in termini esecutori, atmosferici, emozionali e con una sua particolarità espressiva [...]
BLACK BEAST “Nocturnal Bloodlust”
[...] Ho le lacrime quando vedo certe immagini delle quali non mi stancherò mai, ma anche un pò di bruciore agli occhi per il calor bianco emanato da "Nocturnal Bloodlust", che spinge così tanto da poter trainare di forza carro, buoi, fattoria, contadino e tutta la sua famiglia [...]














