DØDSENGEL “Mirium Occultum”


Dopo anni di militanza da supporter del black metal, sono arrivato alla conclusione che dentro la testa di svariati musicisti realmente coinvolti in questo genere ci sia un qualcosa di cattivo che scava dentro di essa, cercando ogni giorno cibo per alimentarsi prima di esplodere in tutta la sua pustolosa virulenza. Seguendo questo ragionamento, immagino una bestia malsana ed affamata di malvagità al lavoro sul cuore, viscere e mente di gente come i norvegesi Dødsengel, bisognosi di dar sfogo musicale a questo magma interiore che nella fattispecie prende le fattezze dell’inquietante “Mirium Occultum”.

L’aspetto ritualistico che pregna l’atmosfera di un album così è evidente, risvolto preoccupante, malevolo e tetro di composizioni anche tirate, stridenti e potenti che pescano evidentemente dalla tradizione musicale nordica degli anni ’90, imbastardendola con pesanti pennellate d’occulto (“Alor Mal Ki“). Un sentore alquanto poco rassicurante aleggia tra le trame di “Mirium Occultum”, degnamente accompagnato dall’artwork folle e per alcuni aspetti fastidioso, ad opera dell’artista norvegese Sindre Foss Skancke del quale vi invito a visitare il sito ( >>> ) per capire cosa significa essere seriamente disturbati.

A questi Dødsengel è riuscito lo scrivere pezzi indubbiamente black metal e vecchia scuola norvegese nel sangue, ma con quel quid in più dato da una strutturazione consistente dei brani, tormentata da vari sproloqui musical verbali (“Agios, Agios! LUIFER ASCENDANT! Agios, Agios!“) spalmati su pezzi consistenti per minutaggio. “Mirium Occultum” non è un disco amichevole, si fa odiare/amare gradualmente con lo stacco muscoloso di “Evocation of Amezarak” e i vari paletti che delineano i confini di quest’atmosfera bastarda solcata da suoni, vocals e ritmiche insane che ti accolgono immediatamente con l’apertura in you face di “Azonei Wyrdwalker”.

Visionary” passò un pò inosservato e lo posso capire, ma a “Mirium Occultum” va dato per forza spazio se si vuole dire in giro che si ascolta Black Metal. I Dødsengel erano (sono) una band in crescita evidente tanto che a questo disco seguì il monumentale e pretenzioso “Imperator“, per me troppo difficile da sostenere seppur affascinante nella forma di doppio CD da due ore e mezza abbondanti, oltre al più recente “Interequinox“, sempre particolare ma più easy listening… relativamente parlando.

“All morals to waste, only desire left to fullfill. I emerge in a new form.
I carve the portal, I crush all that is known.
The only way for life to meet the Eye.”

Classificazione: 5 su 5.

Terratur Possessions / anno 2019 / tracce 5 / durata 55:06
Azonei Wyrdwalker / Evocation of Amezarak / Alor mal ki / A Word to Conquer the Aeon / Lucifer Ascendant.