TSORER “Return to Sodom”


Musicalmente parlando sono sempre stato profondamente ottuso in fatto di geografia, quindi l’immaginare una band israeliana dedita al Black Metal per me è uno sforzo notevole. Nulla di politico, razziale, religioso o altro in questa mia fissazione. Semplicemente è meglio che io prima ascolti l’album e lo trovi goderecciamente lurido qual’è, così da non trovarmi nell’imbarazzante condizione di perdere scioccamente un disco come questo.

Return to Sodomy” è una danza sabbatica improntata su alcune piccole grandi cose per nulla scontate che fanno la differenza tra il classico album revival fine a se stesso ed uno con i contro “C” come questo, odorante zolfo, sudore, sangue che si diffondono sotto le braccia protese del necrocapro, direttore dal suo podio di accoppiamenti infami e spasmi incontrollati. La sensazione durante gli ascolti è stata un po’ simile a quella che ebbi al tempo di “Black Metal Jesus” degli Horned Almighty, non tanto per lo stile musicale che nel caso degli olandesi è inequivocabilmente rolloso e non accostabile a “Return to Sodomy”, ma per quel senso di carnale trasmesso da dischi come questi, dalle atmosfere grasse sciolte con l’indugiare sui tempi cadenzati e insistenti, il lasciare spazio ad accelerazioni e a tastiere centellinate che mettono l’accento su un alone demoniaco stile occhi rovesciati e schiuma alla bocca.

Gli Tsorer suonano con il piglio del rituale professato in lingue irripetibili sotto un’imponente ventata di follia, quindi ben vengano gruppi come questi, provenienti da paesi che i testoni come me non vogliono considerare sulla mappa geografica del Black Metal, salvo poi scapoiare proprio grazie a loro…

Classificazione: 3.5 su 5.

Black Hate / anno 2010 / tracce 9 / durata 39:54
Misantrope / Sodom / Again / Gifts / Old / Messiah / Dreamer / Penetration Skills / End.