SULPHURIC NIGHT “Forever Cursed”


Per sparare due proclami basta una tastiera. Al Black Metal invece non è sufficiente del cerone sulla faccia e la giusta distorsione (qui c’è eccome). Lui esige il feeling. La premessa è d’obbligo in quanto O., mente della one man band bosniaca Sulphuric Night specifica di far parte del Black Plague Circle (cosa molto old school) e si pone in una maniera che rimanda istantaneamente agli amati anni ’90. A conti fatti, un bel fardello da mettersi sulle spalle se queste non sono forti.

Per fortuna di fumo c’è solo quello del candelabro ritratto in copertina, anzi, il profumo d’arrosto si sente da lontano seppur con le dovute differenze tra un must have ed una di quelle pubblicazioni per appassionati totali come questo, sempre in bilico tra l’essere notati ed il perdersi nel nulla, destino che vorrei contribuire ad evitare dedicandogli due righe nel mio blog, accomunabile ad un’uscita musicale di questo tipo per più di un motivo.

Forever Cursed” è un riuscitissmo lavoro di True Black nato tra il 2015 ed il 2019 dai suoni per nulla casarecci, curati in maniera sensata visto l’album, alquanto mirati e se vogliamo sinceri nel loro supportare note in bilico tra le parti veloci, mid tempos e una tristezza mista a vigore tipica di un certo modo di scrivere Black Metal che vari musicisti est europei riescono ad interpretare meglio di altri, come fosse nel loro DNA. Perchè poi è questo quel che conta, il DNA di brani sferraglianti con una loro enfasi espressiva a volte vagamente epica che non segna mai il passo nè stanca anche se la durata media si aggira attorno ai sette minuti, anzi, mi esalta pure come nell’eccezionale “I“. La suggestione migliore lasciata dall’album è il collegamento concreto tra cover e musica dietro di essa, perchè al posto di tante parole certe volte basta una foto che riporta ad un’epoca essenziale e all’immaginario black più classico, cuore di brani ben scritti, magari dall’incedere malinconico ma anche fiero e cupo come “IV“.

Perchè il feeling in “Forever Cursed” c’è. Sentitevi “V” e fatemi sapere.

Classificazione: 4 su 5.

Altare Productions / anno 2019 / tracce 7 / durata 39:32
I / II / III / IV / V / VI