NOCTURNAL ABYSS “Among the Cold Graves”


Perché parlare ancora una volta dell’ennesimo disco alla Darkthrone? I motivi sono due. Il primo é banalmente che nel blog tratto il Black Metal (!!!), il secondo sta in quello spirito primordiale del quale gli svedesi Nocturnal Abyss sono dei validi profeti, per cui eccoci.

Attivi dal ’99 fino al 2003, ritornati dieci anni dopo ed autori nei tempi recenti di un demo e due full, mi richiedono qualche nota storico/biografica non perché imprescindibile, ma per il semplice fatto che sento il dovere di riempire di parole questa recensione per giustificarne l’esistenza quando in realtà basterebbero due termini: Black Metal.

Inizialmente il duo attira la mia attenzione con la solita carotina golosa rappresentata dalla copertina che mi ha ricordato una versione scolastica di “Atra Mors” degli Evoken, la quale porta in dote un piacevole ritorno alle origini norvegesi del genere in tutto e per tutto, grazie a produzione low fi, voce ultra classica tendente all’acido, ritmiche basilari, velocità dal medio al furioso/caotico, drumming canonico d’accompagnamento e momenti ipnotici per la ripetitività di riff scheletrici a creare attimi di sospensione particolarmente mortifera, un po’ come se durante i dieci minuti di “In the Kingdom Below” si diventasse uno di quei due figuri vaporosi in copertina.

Attraverso corridoi nell’ombra / Pietra grigia debolmente illuminata / Salendo le scale della torre / Posseduto dalla fame vampirica

Vampyric Rituals of the Night

Quindi é sempre la solita sbobba…

Non proprio, perché i Nocturnal Abyss hanno quella leggera sfumatura in più dovuta alla fatidica variabile detta ispirazione, che permette loro di piazzare dentro ogni brano un vena espressiva che va oltre il semplice riff sferragliante in superficie, rendendo ogni traccia piacevolmente secca. Direi di più, maligna ed in taluni casi violenta, se non triste, in tutta la semplice ripetitività di questi pezzi suonati con spirito, forza e tensione. “Among the Cold Graves” é un buon disco che in tutta la sua semplicità si ricava una nicchia, fredda quanto una tomba dentro la quale invita ogni amante del Black Metal anni ’90 nella sua accezione piú essenziale. Trattandosi di musica molto codificata, apprezzarla o meno é più che mai una questione di feeling che per alcuni scatterà, mentre per altri no. Dipende soltanto da quanto é già pieno il bagaglio musicale di ognuno di noi.


Blackmoon Records / anno 2018 / tracce 7 / durata 43:07
Vampyric Rituals of the Night / Among the Cold Graves / Beyond the Darkened Gates / Descending Beneath the Coffin Lid / Into the Kingdom Below / Curse of the Dead / Black Moon Rising (Necrophobic cover).

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