[...] invece ho solo la capacità di sapere se un lavoro mi piace o no ponendomi delle domande come: ma solo io guardando la copertina mi aspettavo qualcosa di più estremo e crudele? [...]
LJÅ “1943”
[...] parliamo dell'uscita dal nulla di questa autoproduzione e soprattutto, parliamo di come io sia sostanzialmente soddisfatto di ascoltarlo così com'è, ma con una latente velatura indefinita [...]
ALTERTUM “Thunder from the Great Halls”
[...] Posso assicurare d'aver messo e rimesso gli Altertum più volte nello stereo finendo per sopportarli e basta, appesantito dalla loro linea espressiva perlopiù piatta che me li fa definire carini ma noiosetti, con quelle tastiere in un certo senso infestanti [...]
CHAOS INVOCATION “Wherever We Roam…”
[...] scritto bene e fila interessante, vivido, malvagio, senza avere la cattiveria malevola primordiale tipica dei dischi capolavoro, ma difendendosi molto, molto bene accelerando oppure pestando su ritmiche piú cafone [...]
VERBERIS “The Apophatic Wilderness”
[...] questi album sono come la vita al giorno d'oggi: riempita di cose ben confezionate, troppo mentale ed articolata. Come se nella complessità ci fosse per forza la risposta. Nulla contro i Verberis ed il loro terzo full dal quale si percepisce una certa qualità generale [...]
TRYBLITH “Draconis Maleficium”
[...] descrive un suo mondo oscuro con cipiglio fiero e convinzione, che poi sia convincente dipende dalla sensibilità di ognuno in quanto deve piacere il suo essere pomposo e pure in parte baroccoso, ma allo stesso tempo tradizionale e se vogliamo, sintetico [...]
The Frost Concept reprise
The Frost Concept é di nuovo online. Intanto torna l'archivio, per dei nuovi articoli diamo tempo al tempo, voglia alla voglia, a Cesare quel che é di Cesare ecc... . Avevo anche pensato di ripassare tutti i post, uno alla volta, man mano, per sistemarli, correggerli, rivederli. Ho trovato errori di battitura, concetti più fumosi … Leggi tutto The Frost Concept reprise
OCEANSNOW “Vivienne (Astral Antinomian Aristocracy – Vol. II)”
[...] veleggio sulle vocals rallentate quasi emperioriane che segnano il sentiero attraverso atmosfere fumose, nebbie semi solide, spazi foschi apparentemente senza confini e qualche sparuto sprazzo di luce [...]
LIFVSLEDA “Sepulkral Dedikation”
[...] questo secondo full ha un po' tutto, fa un po' tutto e se ne esce a testa alta, sempre, sia che corra, pesti, rallenti e perfino quando potrebbe risultare tamarro per certi tempi di batteria elementari [...]
DARVAZA “Ascending Into Perdition”
[...] È una fortuna infatti, che "Ascending into Perdition" sia vagamente bipolare in quanto, così contaminato da qualche apertura inaspettata, riesce a disinguersi con i suoi 3/5 di anima nidrosiana (il finale di "Silence in Heaven" mi ha fatto accapponare la pelle) ed i restanti 2 diluiti da sfumature inattese che aprono spiragli e spostano parte della mia attenzione [...]
GLEMSEL “Forfader”
[...] un disco ricco, dall'ottima misura, vissuto ed interpretato con sentimento, cattiveria, durezza e animo nordici che creano un prezioso susseguirsi di sensazioni cupe avvinghiate ad altre più melanconiche come se tensione espressiva e senso drammatico [...]
GREVE “Föllo af svavel, lifvets dimridå”
[...] ha iniziato a mescolare tra loro brani, album, band, loghi, paesaggi, suoni e copertine diversi ma allo stesso tempo simili a tal punto da appiattirsi su un andamento tendenzialmente positivo ma sostanzialmente lineare, quindi poco conta, almeno per me, se nei Greve prevale una sfumatura di Black Metal piuttosto di un'altra. Sempre Swartadauþuz è, sempre del suo stile si tratta [...]
ULTRA SILVAM “The Sanctity of Death”
[...] se si vuole trovare qualcosa di accattivamente ed in parte soprendente in “The Sanctity of Death” la si deve cercare nel susseguirsi di riff gagliardi suonati con maestria esecutiva e ficcante efficacia, che difficilmente annoiano se piace la musica mossa [...]
HÄXENZIJRKELL “Urgrund”
[...] dopo due o tre ascolti inzia a sfumare nei suoi contorni superando le convenzioni umane del tempo e del minutaggio per diventare un'esperienza sonora ciclica da affrontare senza interruzioni, alla quale si associa indubbiamente bene questa copertina di altissimo livello che però porta con sè musica canonicamente d'effetto [...]
RODENT EPOCH “Hidden Temple”
[...] ripartono con un cipiglio teoricamente più aggressivo e cupo sul quale però cola una produzione smussata che ammorbidisce ogni cosa togliendole qualsiasi velleità spigolosa, secondo me vitale se ti cimenti con uno stile già facile di suo [...]













