[...] questi Mater Tenebra crearono una spaccatura che ancora oggi funziona molto bene lasciandoti più di qualche volta a bocca aperta. Al tempo la blasfemia era controcorrente ed aveva un valore simbolico forte [...]
GRAND BELIAL’S KEY “Kohanic Charmers”
[...] un lavoro da ascoltare perché vale, non per affezione alla band come accade quando si vuole trovare per forza un senso in certe carriere che l'hanno perso da anni. I Grand Belial's Key sono dei professionisti nel senso positivo e solido del termine, non di quelli che fanno album marchetta per restare in circolazione. [...]
AMENSPEAR “All My Gods Are Dying”
[...] I riff spesso sono elementari ma l'animo del disco no, é hard rock e sconfina nello stoner ricordando il deserto. Come se ai Kyuss scivolasse dalle mani del Black per un viaggio vagamente religioso ed atmosferico. Anche elettronico. Anche di altro tipo. Anche tra Darkthrone e Celtic Frost. Un bel mix di idee insomma [...]
VETTER “Av Sublim Natur”
[...] la one mand band Vetter matura in botte per nove anni dopo l'esordio di cui sopra, e nel 2021 pubblica questo cazzo di gran disco da me ignorato colpevolmente... oppure no considerando le dimensioni abnormi dell'odierno panorama estremo più simile ad buco nero inesplorato [...]
WODULF “Venom from the Mouth of the Dead”
[...] tutto schitarrate sferraglianti con però poche idee e nella norma, che di per sé non è nulla di male se si sa cosa aspettarsi cioè musica vorticosa, istintiva, basica e commemorativa [...]
BEASTCRAFT “Into the Burning Pit of Hell”
[...] anche se è l'esordio la pubblicazione più interessante, istantanea di un'epoca ormai perduta uscita in ritardo rispetto alla sua collocazione storico/musicale ma che ripescata oggi ha un sapore più intenso [...]
SØRGELIG “Φθορά”
[...] "Sørgelig" tradotto dal norvegese significa "triste", la band esce per Tragedy Production e mette una sorta di cristo disperato col face painting in copertina. Qualche aspettativa uno potrebbe farsela no? [...]
VANAGANDR “Felled Yew”
[...] E siccome é giusto essere completi ed onesti scriverò anche quanto "Felled Yew" mi abbia aiutato a capire meglio "Kronokosm" facendogli da contrappeso sulla bilancia, in sottrazione, con meno melodia, rimanendo su toni più aggressivi, battaglieri [...]
ISTAPP “Sól Tér Sortna”
[...] Invece gli Istapp pubblicano da tempo per la Trollzorn Records con un loro stile mai troppo duro, articolato senza pippe da guitar hero, alle mie orecchie un po' finlandese, fatto di belle intuizioni ed impennate creative, scream, voce pulita di rifinitura con le tastiere, qualche fuga Black Metal [...]
ISTAPP “Frostbiten”
[...] Il buon senso farà sì che "Frostbiten" vi piacerà perché ha tono e spirito intagliati da una rete di riff nel peggiore casi piacevoli, anche se la cattiveria d'un tempo citata all'inizio a me é proprio mancata. [...]
VANAGANDR “Kronokosm”
[...] dichiaro che "Kronokosm" non é pane per i miei denti però passa nello stereo lasciandomi un messaggio anche se spesso sento i brani svoltare verso la parte opposta dove io andrei, in quanto é un album appassionato che nella seconda parte aumenta il suo peso specifico musicale [...]
NECROMANTIC WORSHIP “Necromantic Worship”
[...] lo vedo meglio come opera artistica più che album estremo, dai risultati comunque rivedibili ma che non risulta né noiosa, né piatta, né banale, esordio ambizioso, macabro, arcaico, un pó film, un po' libro, inequivocabilmente underground [...]
NECROMANIAC “Sciomancy, Malediction & Rites Abominable”
[...] il mio sentiment nei confronti dell'esordio dei Necromaniac non é positivo in quanto la band è formata da musicisti navigati che si/ci impantanano in brani corretti, precisi e con tutte le cosette al loro posto ma col difetto di non stupirti praticamente mai [...]
REVENGE “Violation.Strife.Abominate”
[...] Una sorta di omaggio al loro stile distruttivo pensato però da uno come me che in realtà non li sopporta, anzi, con loro perde ogni volta restandoci sotto. Chiamiamolo un atto dovuto verso chi travolge musicalmente tutto ciò che incontra da un bel po' di tempo. Me compreso. [...]
Pensavo ad Ozzy dopo la notizia della sua morte.














