[...] quegli anni infausti nei quali tanti viravano verso altri lidi senza mettere nemmeno la freccia, il che aveva comunque un vantaggio: loro svoltano per andare magari a sbattere su musica svuotata del suo significato originario ed io li sorpassavo osservandoli dallo specchietto retrovisore mentre fumavano contro un platano [...]
GRIMOVETUST “Gates to Heptagon Tower”
[...] Grimovetust viene presentato come un misterioso solo project dall'Europa centrale, e qui mi fermo con la bio perché dopo tanti anni trovo certi discorsi appunto, vetusti. Non é una critica alla band di per sè, anche perché sarà tutto vero. É proprio una reazione istintiva e personale di rigetto [...]
NEAR “Our Sun”
[...] Se penso che al tempo "Our Sun" passó sotto il mio naso e non me ne accorsi nemmeno, mi domando ora cosa sia successo. Magia dovuta alla vecch... maturità, oppure galeotto fu il tornare con la memoria alla De Tenebrarum Principio quando pubblicò tra gli altri [...]
TYRANT WRATH “Dödsdans”
[...] richiama tante sensazioni/influenze facendoti vivere un'esperienza con un fondo pure di tristezza senza esasperazioni o paccositá da bedroom band. [...]
LAPIS NIGER “Wrath of the Myths”
[...] Così suonano i Lapis Niger del 2025, zero marchette e la voglia di pubblicare davvero un album di Black Metal vecchia scuola, tendenzialmente svedese secondo me, con buon gusto tra l'altro [...]
CALVANA “III┼”
[...] l'inquietante binomio Black Metal e growl gutturale, marchio di fabbrica dei Calvana che mi auguro si tengano stretto anche per il futuro in quanto rende la loro proposta brutale e pure un po' ritualistica [...]
CHELMNO “Decadence of Ego”
[...] Chelmno in un'ipotetica gara zero hype andrebbero indubbiamente a podio quali assenti dalla stessa data dei cugini, sicuramente più attivi negli anni, ma pur sempre silenti fino a "Decadence of Ego" [...]
HIRPUS “Ianuaria”
[...] Musica claustrofobica, durissima, inquieta. Aria rarefatta, tensione. Schizzi di sangue sullo scudo. Aggressività prorompente che trapana le orecchie con il clangore di questo sound killer, trivellante, come s'infilasse la testa in una tinozza di chiodi che gira vorticosamente [...]
NUBIVAGANT “The Blame Dagger”
[...] materializza un trip concettuale musicalmente semplice ma sentito, come fosse una riflessione religiosa continua fatta di dissidi, rivelazioni, dubbi interiori che non potevano avere altra forma se non questa, introspettiva, personale, a tratti poderosa, gelida e fiera, in altri con poca speranza [...]
HESPERIA “Fra li Monti Sibillini (Black Medieval Winter over the Sibylline Mounts)”
[...] dagli equilibri musicali definiti, con le fattezze della colonna sonora, del disco ambient ed estremo allo stesso tempo, tutte forme che insieme fanno sentire l'odore delle candele accese, l'umidità di un antro misterioso [...]
GOSFORTH “Scourge of Dark Dominion”
[...] ode sulferea dedicata al male, pubblicata da elementi storici della scena italiana che fanno pesare esperienza e conoscenza coi fatti, i riff, la veemenza e soprattutto senza improvvisazioni trasmettendo anche un vago senso di fantasy come si sentiva allora [...]
MELENCOLIA ESTATICA “Hël”
[...] ed io non so veramente definirlo, perché ha tradito le mie aspettative con la sua aria da gemello diverso con un fastidioso rumore di sottofondo fatto di tutte queste citazioni così caratterizzanti al posto dello stile più melodico di "Letum" [...]
BRÜNNDL “Brünndl”
[...] Agli albori della mia carriera di appassionato manco consideravo il Pagan Black Metal in generale, sotto filone verso il quale ero e sono testardamente prevenuto tranne alcune centellinate concessioni a band storiche patrimonio dell'umanità [...]
FIAVE “Dall’alto di una roccia”
[...] assumendo le fattezze simboliche di un libricino dalla copertina in pelle nera e spesse pagine gialle. Una preziosa, rapida ed intensa lettura. Un'occhiata penetrante. Un rumore nel silenzio che attira l'attenzione di quel cervo immobile tra gli alberi [...]
TENEBRAE IN PERPETUUM “Vacuum Coeli”
[...] Una postilla: fatevi un regalo e dedicate a questa uscita soltanto ascolti mirati, con la giusta atmosfera e predisposizione personale. Io ad esempio ho raccolto il massimo alla luce di una candela, dopo cena, in solitudine. La stagione poi, aiuta molto, difatti tratto "Vacuum Coeli" solo oggi. Farlo prima non avrebbe avuto senso. [...]














