GLEMSEL “Forfader”

Capito com’è “Forfader“, ora mi è chiaro perchè all’inizio ne ero rimasto superficialmente attratto ma con il tarlo d’essermi perso qualcosa. Restavo convintamente su alcuni particolari pensando fossero il fulcro dell’esordio danese invece di allontanarmi per dare uno sguardo d’insieme a quest’album che sulla distanza dà il meglio, risultando anche particolarmente facile da ascoltare nell’accezione positiva del termine

Difatti ai Glemsel è uscito dal cilindro un disco ricco, dall’ottima misura, vissuto ed interpretato con sentimento, cattiveria, durezza e animo nordici che creano un prezioso susseguirsi di sensazioni cupe avvinghiate ad altre più melanconiche come se tensione espressiva e senso drammatico si sfumassero nei ricordi, sotto una cascata di note appassionata, scandinava, tedesca, forse grim, pronta a fughe iper classiche in accellerazione ma anche a rompersi per dar spazio alla quiete che in “Det gamle må vige” si arrichisce dell’oboe, dopo che “Mod afgrund” o “Møntens prædikant” ti hanno parlato.

A guardar capello, “Forfader” soffre di episodi più comuni ai quali la voce non riesce a dare una spinta ammosciandocisi sopra, ma so che di lui mi ricorderò nel tempo perché oltre ad essere un passatempo interessante mi ha acceso dal nulla la voglia di ripescare gli esordi di Oferd, Sorgledom e Svarti Loghin, che cito sopratutto come suggestioni per degli ascolti rivolti ad un Black Metal che cercò una strada un po’ diversa per esprimersi attorno al 2010. Anno più, anno meno.

Classificazione: 3.5 su 5.

Vendetta Records / anno 2022 / tracce 06 / durata 46:57
Arv / Mod afgrund / Savn / Møntens prædikant / Det gamle må vige / Ansigterne.