Severoth, in evidente ascesa d’ispirazione, avrà scritto un disco da Avantgarde Music senza saperlo, oppure è diventato tale lavorando con la sua casa discografica? Sarà una domanda stupida perchè no, ma se torno con la memoria al precedente “When the Night Falls…“, annuisco pensandolo pubblicato da Werewolf Promotion così come oggi sento “Vsesvit” idealmente tagliato a pennello da/per la sua nuova parrocchia italiana, ma soprattutto perfetto al fine di raggiungere i nuovi intenti dell’ucraino… che sono?

Dopo due anni di lavoro, Severoth pubblica un disco in equilibrio sulla linea di demarcazione tra Black Metal ed altri territori meno canonici per lui, richiamando Darkspace/Paysage d’Hyver, il solito Burzum e perché no, i Pink Floyd. Tutta roba grossa che costringe uno come me a fare una scelta netta tra l’essere pro o contro, sostenitore o detrattore, anche perchè ad imporlo sono certe scelte di campo alquanto chiare e forti. Devo forse dimenticarmi del passato? Direi di no, nemmeno lui lo fa. L’autore sta occhieggiando verso altro? I primi segnali ci sono, determinate linee vocali parlano e lo stile di alcuni riff lo denota. Severoth sa scrivere comunque grande musica e farmi viaggiare? Come sempre, anche se in modo un pò diverso, e l’averlo conosciuto ai tempi di “Forestspath” mi rende un suo babyfan poco attaccato agli esordi ben tipizzati, quindi meno ingessato nell’avvicinarsi a questo “Vsesvit“, ancora una volta regno delle tastiere che passano senza problemi dall’essere supporto, o pilastro, a seconda della necessità, casa per accellerazioni nevose, del tipico scream/strillo, ma soprattutto di una voce pulita quasi corale, solenne e drammatica.
“Vsesvit” é proprio un lavoro della madonna, epico, potente, poetico, enfatico, evocativo, descrittivo, un pò meno da blacksters e più per amanti della musica estrema, quella dai forti connotati visivi, naturali e descrittivi, compendio di atmosfere magiche, tragedia, dolore, fantasia. Per capirlo, estraete dal contesto il crescendo dei primi tre pezzi: “Вище неба” prende col ritornello, “Ненаписані листи” per l’atmosfera, ma “Порожнеча” sa commuovere. Vi dirò di più. E’ stato tanto il trasporto, che spesso ho riascoltato la terza traccia da sola così come facevo con “Call of Carpathians” dal precedente album, per vedere quanto in alto poteva portare la mia sensazione di estrema, solitaria, a tratti quasi rassicurante malinconia sciolta dentro uno sguardo idealmente rivolto verso l’alto, alla ricerca del cielo notturno tra gli alberi, tentativo personale di trovare un appoggio terreno per elevarmi verso l’assoluto, l’infinito, malgrado tutti i limiti del mio essere finito. Parlo di proiezioni soggettive, è chiaro, ma era da “Blood in Our Wells” dei Drudkh che non venivo così smosso dalla potenza emozionale di un brano.
Severoth è intelligente, creativo, lascia a synth e voce il compito di volare a segnare un’evoluzione della sua classica reiterazione dei riff, che solo su minutaggi sostanziosi possono rendere “Vsesvit” quel nuovo tasselo fondamentale per una crescita musicale ulteriore, dopo che nel 2018 ha probabilmente raggiunto il suo picco d’estrazione puramente Black Metal.
Avantgarde Music / anno 2020 / tracce 5 / durata 64:19
Вище неба / Ненаписані листи / Порожнеча / Срібні зорі весни / Холодна ніч чужих облич.