Il Black Metal é come un castello con molte stanze, alcune sempre aperte le cui meraviglie sono sulla bocca di tutti, altre talmente dimenticate da far venire perfino il dubbio ne sia mai stata forgiata la chiave per entrarvi. Il Black Metal, una dimensione del tempo all’interno del tempo stesso, entro la quale ottimi album hanno nel loro destino il forte rischio di smarrirsi tra i corridoi infiniti di un mercato smemorato e saturato da porcherie immonde, destinate prima o poi ad ammassarsi in mezzo ai topi nelle segrete di questo ideale maniero, ma solo dopo aver tolto spazio ed aria a chi se li meriterebbe e non si chiama Mayhem, Satyricon o non esce per qualche etichetta fashion. Il tempo, fiero mietitore dell’inutilità di certi, ma galantuomo con chi ha saputo onorare la Nera Fiamma come i lussemburghesi Funerarium, che mi pregio di riesumare per cercare di rinverdirne il nome dopo un solo full lenght uscito per Undercover Records nel 2008.

Perchè parlare delle solite band autrici dei soliti album dal passato è superfluo, a meno di non conoscere qualche chicca ancora inedita che li riguarda, semmai ne esistano ancora. Per questo trovo piacere nel rovistare tra forzieri impolverati e manoscritti consunti che potrebbero contenere suggestioni estreme post prima ondata come “Nocthule“, il cui messaggio musicale è talmente pulito da risultare anche imbarazzante da descrivere. Come si può spiegare che l’acqua è bagnata? E’ ovvio, così come il concetto dietro al true black di questa coppia inattiva da tredici anni ed autrice di un lavoro ancestrale, le cui chitarre veloci, la batteria tonicissima e lo scream gracchiante riverberato, parzialmente celate da una produzione soffusa o ovattata descrivono un mondo antico nel quale si potevano incontrare processioni di incappucciati in mezzo al bosco.
“Nocthule” racchiude in sè il sentimento puro del Black Metal dei primi anni ’90 riassumendone tutte le caratteristiche migliori, onorandole con un sound fosco e dell’energia che non sfocia mai nell’estremismo spinto così come accadeva tanti anni fa, a meno tu non fossi gli Immortal di “Battle in the North“. Mid tempo, cambi ritimici improvvisi, malvagità, atmosfere in stato di grazia e certi titoli come “Journey Through the Desolated Landscapes” o “In the Streams of Melancholy” che al solo leggerli evocano sensazioni e visioni. Come disse al tempo De Rais (voce, basso, chitarre), “Nocthule” è una semplice pubblicazione di Black Metal tradizionale, senza nessuna volontà di creare un nuovo stile. Io su quel semplice promuoverei un workshop di due giorni e ne capite bene il motivo, ma andando oltre per non diventare troppo polemico vi ricordo anche il demo pubblicato sempre dalla Undercover nel 2006 con il nome di “Valley of Darkness“, ulteriore pezzo da collezione non propriamente indispensabile ma pur sempre parte d’un breve cammino d’alto livello, oggi ahimè volatilizzatosi quanto il fumo delle fiaccole che chiudono l’inquietante corteo evocato dai Furerarium.
Undercover Records / anno 2008 / tracce 8 / durata 45:32
Intro / Riders of Doom / Nocthule / Journey Through the Desolated Landscapes / The Curse / Ontology of the Trinity / The Parable of the Blind Leading the Weak / In the Streams of Melancholy / In the Dark Nihilistic Center of Gravity.