TUNDRA “Ansia”


Ascoltare i Funerarium ha sortito almeno un paio di risultati. Il primo è stato sganciarmi per un momento dalla modernità imperante di molte uscite recenti. Il secondo, riavvicinarmi ad album ai quali sono tutt’ora molto legato in quanto parte attiva della mia seconda giovinezza con il Black Metal, dopo la dabacle di un pò tutto il movimento tra fine anni ’90 e primi 2000. Esce nel 2005 “Ansia” dei romani Tundra, che a distanza di almeno sei o sette anni dall’ultimo ascolto è riuscito a spaventarmi ancora una volta con l’urlo inaspettato al termine di “Enter the World from the Path Below“, facendomi riflette sul valore attuale dei Tundra di allora.

Ansia” è sempre lo stesso fottuto, fottutissimo esemplare di raw black darkthroniano, il che mi conferma l’unicità di ogni suo brano seppur scritto entro un tracciato evidentissimo, seguendo un solo semplice, fondamentale concetto: estremismo. Pesten & Co. coglievano con il loro esordio tutti gli aspetti più classici del Black Metal passandoli dentro una macina ricolma di chiodi utilizzati come plettro per le chiatarre e gargarismi da Barbarud Hrom, iconico singer ceco dei famoserrimi Maniac Butcher quale guest dietro al microfono, ed autore di una prova vocale talmente stridente da aver pochi eguali. Questi Tundra parlavano una lingua dura come quelle dell’est e nord Europa, suonavano odiosamente cartavetrati, esteriormente inanimati ma pieni di energia interiore lasciando sulla lingua il sapore ferruginoso di una vecchia lama sporca, imperfetta, dura e pura.

Saranno gli intermezzi, mettiamoci l’alternanza tra momenti semi confusi nello sferragliare generale e riffoni maleducati tirati per i capelli. Facciamo sia tutto questo. Io in “Ansia” sento a distanza di quindici anni dall’uscita lo stesso tiro alla base di uno dei migliori Black Metal italiani da me ascoltati, esente da qualsiasi provincialismo, una sorta di mantello ruvido, scomodo, tessuto con disagio, disprezzo ed odio. “Ansia” è un lavoro agghiacciante e non cede di un solo centimetro come farebbe un brutto ceffo con un sacco di cicatrici sul corpo, che non ha nessuna remora a sfigurare con il coltello chi volesse affrontarlo.

I Tundra. Ansia, paura, incubo. Una forma musicale volgarmente primordiale.

Classificazione: 4.5 su 5.

Long Ago Records / anno 2005 / tracce 9 / durata 44:43
Enter the World from the Path Below / Sfogo / Toward the Oniric Fields / Morbid Hallucinations / As Cerbero / Demons of the Inner Self / Poisoned Mind / Inner Helvete / Co dobre pro mne, dobrym jest (Maniac Butcher cover).