Graf Werwolf mi ha spiazzato, in quanto è la terza volta che posso considerare positivamente un suo lavoro dopo l’imperdibile “Nachzehrer” ed il mio pupillo “Opferblut“. Di tutte le sue partecipazioni extra Satanic Warmaster non mi sono mai curato ad esclusione dei Gestapo 666, quindi state pur certi che parlo senza lo stato febbrile da fan appassionato di questo musicista esperto collegato ad uno dei più grandi misteri del Black Metal: l’hype di un tempo per i Goatmoon.

Messe le carte in tavola va detto quanto la copertina di “Devil Crisis” sia dannatamente bella e non servono tanti discorsi per spiegare l’ovvio, quindi trovo più utile sottolineare come l’immagine riesca a trasmettere il sentimento di retrò moderno del disco, in virtù d’un soggetto ultraclassico tratteggiato con mano attualissima che non capita spesso di vedere al servizio del front artwork di un disco Black Metal. Chapeau.
Nel concetto “Devil Crisis” é cosí, vecchio e nuovo insieme, un lavoro di true black con influenze finlandesi che passa dalle atmosfere diciamo emperoriane in “Thy Deviant“, ai mini campionamento elettronici che ad un tratto spuntano in un frangente di “Chi No Namida“, il cui prolungato parlato iniziale viene controbilanciato da un tema di chitarra superbo che duella con certe cessioni melodiche finlandesi a me poco congeniali, avendone la meglio grazie all’organo finale. Il bello in tutto questo è il correre e scorrere del disco come un tapis roulant di riff old style, vispi (“0373“), tirati ed a tratti evocativi, con il loro fiume di energia spesa per tenere sempre alto il ritmo dei pezzi composti e suonati con la presa salda di mani esperte a modellare brani sfumati con varie particolarità tipiche di certe latitudi, che io ammetto di evitare il più delle volte per non finire smontano come una chiara d’uovo sbattuta male.
Trinciando un giudizio brutale secondo certi miei parametri, del lotto promuovo senza remore seconda e quarta traccia mentre il resto per me risulta solo piacevole, positivo ma molto contraddittorio alle mie orecchie… e non mi sono dimenticato della conclusiva “Magick Fire“. Semplicemente scopritela da soli.
Werewolf Records / anno 2020 / tracce 7 / durata 44:35
My Journeys Under the Battlemoon / Thy Deviant / Spellbound / Chi No Namida / 0373 / The Witch of My Heart / Magick Fire.