AVSLUT “Deceptis”


Per fortuna mi capiterà di ascoltare un disco di questo genere una volta all’anno, non per tagliare le gambe a “Deceptis” ancora prima di finire di leggerne il titolo – peraltro molto corto – , ma perché il black metal alla Dark Funeral non mi impressiona più da eoni – termine che fa molto black metal – per cui cerco di tenermene alla larga. Ogni tanto però, la mia rete di protezione si rompe e fa passare qualche pesciolino come questo a confermare l’encefalogramma piatto dello stile alla svedese in senso generale, ma non del quintetto di Stoccolma che di classe ne mette in campo per buona parte del disco.

A dire il vero l’idillio dura circa venti minuti dei quaranta totali, cioè finché la band concretizza il suo potenziale come in una tappa ciclistica di montagna che emoziona all’inizio, con la fuga del leader di classifica al suono della sorprendente “Förlorad” – il cui motivetto principale non si schioda dalla mia testa -, inseguito da un manipolo di volonterosi spinti dalla vena musicale ispirata di “Existensens skugga” e “Legion” che costringerà il fuggiasco a capitolare per la stanchezza, ahimè, dopo “Martyrium“.

Oltre, il già sentito inizia a fare capolino.

La vena compositiva che prima aveva descritto trame ottimamente strutturate, coinvolgenti e con personalità, finisce gradualmente diluita fino a perdersi definitivamente nel brodo allungato della conclusiva “Avslut“, troppo prolissa e ovvia nei suoi intenti visto che di pezzi così “atmosferici” (uffa) “rallentati” ma “potenti” (sbadiglio) … se n’è sentiti a bizzeffe.

Grazie al ricordo dei passaggi migliori, ribadisco, di alto livello davvero, l’esordio degli Avslut porta a casa una amplissima sufficienza ma non di più, causa suoni artefatti che vanno spesso a braccetto con questo stile ma che ingessano il colore espressivo essendo funzionali soltanto a certi passaggi ma non a tutti, dando una sensazione di distaccato soprattutto per colpa della batteria dal suono secco e personale quanto il toc – toc sulla mia vecchia porta di casa. Esagero magari, perchè si tratta di elementi musicali tipici per il genere, ma io non li ho mai digeriti e nessuno mi toglie dalla testa che se l’album fosse stato meno tagliato con l’accetta, si sarebbe piacevolmente avvicinato a quei lavori che una volta uscivano per No Fashion, Adipocere o la Osmose di tanti anni fa.


OSMOSE PRODUCTIONS / anno 2018 / tracce 9 / durata 43:22 min.
Pestilence; Förlorad; Existensens skugga; Legion; Martyrium; Deceptis; Evigt mörker; Terra Mater; Avslut.

VIDEO “ Förlorad “

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