Se dopo l’esordio “Svedjeland” torno sull’argomento Svederna, significa che ho un motivo per farlo, altrimenti passerei oltre e tanti saluti. Perché questi svedesi sono bravi, per me è un dato di fatto e cosa più importante, continuano sulla loro strada virtuosamente distante da Marduk o Dark Funeral che tanto piacciono al metallaro imberbe.

Lo ripeterò fino alla noia: la Svezia ha dato tantissimo al Black Metal come patria della versione tecnico/melodica del Metallo Nero ed é un peccato svilire un così glorioso passato mostrandone soltanto una sfumatura, peraltro ormai insapore. Per fortuna, quelli come me cresciuti all’ombra di “Slaughtersun” possono rifugiarsi nell’ascoltare quattro gaglioffi da Värmland, i cui tre full segnano una progressione costante scandita da chitarre che vanno, vanno, vanno, corrono e tengono saldamente tesa una corda legata alle terre del nord, evocate da vocals in lingua particolari, a tratti volutamente sforzate e piacevolmente personali. “Härd” si appoggia su composizioni elaborate che colgono più sensazioni e sembrano raccontare una storia muovendola su ritmiche vivaci, ricche di energia, aggressività e ottime doti espressive, possibili grazie ad un lavorìo strumentale indefesso, motivo principale per il quale il disco cresce di ascolto in ascolto dandoti un nuovo motivo per ripartire da capo ogni volta.
Se “Svedjeland” o “Äntra” avevano delle singole idee più facili da estratte dal contesto per la loro immediatezza, “Härd” funziona molto bene come moto d’insieme e potendo utilizzare in musica il termine verboso, direi che gli Svederna sono proprio cosi, simili ad una persona che parla continuamente tenendoti agganciato con i suoi concetti espressi intensamente, non di scemenze per riempire l’aria. “Härd“, robusto, solido e capace di crescere con gli ascolti.
Carnal Records / anno 2020 / tracce 10 / durata 48:56
Den arkaiska rötan / Folkets blod / Skuld och vita knogar / Förtigen / Niðr / Tempelhärd / Sanndrömmar om evigt lidande / Urkvedsljuset / Varsel / Androm till skräck och varnagel.