SVEDERNA “Svedjeland”


Il nome Svederna me l’ero segnato al tempo di “Äntra” del 2013, che finora ho potuto ascoltare soltanto su YouTube a causa un’edizione ultra limitata che non ho nemmeno tentato di acquistare. Il ricordo di loro passa inevitabilmente anche per la photo session alquanto particolare di allora, il cui soggetto principale era un bizzarro altarino nella neve che credo rappresentasse gli elementi fondamentali ai quali é legata la band… credo.

Il punto però non é parlare di allora, bensì del recente “Svedjeland” dall’ottimo tiro e significativa scorrevolezza, segni di capacità esecutive, compositive e rimando agli anni nei quali era scontato che un disco Black Metal dalla Svezia fosse soprattutto attento alla completezza del songwriting come segno distintivo. Perché Svezia + Black Metal volevano dire in maniera spontanea anche tecnica.

Dicendo così mi rendo conto di semplificare molto quel periodo ma il tutto é funzionale a sottolineare il fatto che “Svedjeland” ha quell’approccio curato alla melodia del riffing, intesa come arma espressiva in più e con una vena folk a tinte nordiche che conferisce una collocazione geografica al disco sempre gradita a chi apprezza certe latitudini. Non essendo un album duro da digerire credo sia adatto a chiunque ascolti metal classico e sappia andare oltre lo scream che a non tutti piace, tra l’altro messo a dura prova per seguire il ritmo serrato di “Dö i tid“, ma soprattutto perché risponde ad un modo di costruire i pezzi che invoglia all’ascolto lasciando qua e là dei bei passaggi come in “Moratorium” e “Hår av Hin“. Spesso pare spingere la carica scandito dalle ritmiche della cassa, poi ti tira a scappoiare in “Brända jordens taktik“, ma sai che dovrai farlo con la fierezza del vichingo e non da metallaro turpe e becero . E poi, diciamocelo apertamente, ma quanto caXXo spinge “Slokum” con quel bellissimo progredire dalla forza dell’inizio, alla parte centrale più sentita che scivola verso la tambureggiante accelerazione finale? Troppo bella. Mi ricorda a tratti perfino i Sorhin, sperando che un fulmine non mi colga tra capo e collo ora che l’ho detto.

“Svedjeland” é onesto da qualsiasi parte lo si guardi il che me l’ha fatto piacere immediatamente, evita eccessi come nei suoni professionali sí, ma underground, freddi, non crudeli. Di certo é un disco che va prima pescato nel mazzo di tanto Black Metal in circolazione pur non uscendo per un’etichetta sconosciuta e mi fa pensare che il prossimo degli Svederna potrebbe essere interessantissimo, magari sempre sotto Carnal Records che apprezzo molto.


Carnal Records / anno 2018 / tracce 8 / durata 37:06
Brända jordens taktik; Moratorium; Slokum; Dö i tid; Kulor & länder; Evärdlig; Hår av Hin; Knöl.

VIDEO “Slokum”

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