AKOLYTH “Akolyth”


Pubblicato nel Maggio 2020, scritto e registrato tra il 2019 e il 2020 da Sphere (unico membro) con il supporto per arrangiamenti, produzione e strumenti di D.. Registrato e mixato all’Opus Magnum Studios di Bruxelle. Artwork ad opera di Deuteromali e logo creato da Sphere. Bene, ora ho tutto il necessario per non dire nulla di anagraficamente interessante in merito a questa one man band misteriosa, alla quale sono bastati logo molto essenziale e copertina ricca di elementi simbolici per farmi fermare a dare un’occhiata.

E pensare che inizialmente questi Akolyth mi stavano annoiando. Non capivo bene se facevano per me o no a causa di una apparente rigidità generale che in quei primi ascolti mi suonava un pò invadente come il loro rullante secco stile tamburello(ne). Poi ho scorso lo scaffale e ritrovato tra i dischi gli SSORC di “Infidel Eternal” (un must have), ci ho ragionato un attimo sopra e mi sono detto: qualcosa in comune le due band ce l’hanno. I giapponesi mi piacciono e questi no? Qui sto prendendo un granchio.

Infatti mi è bastato indossare le cuffie invece che ascoltare l’album in altre maniere più dispersive, per capire quanto “Akolyth” sia cancrenoso, autentico, con la sua produzione essenziale quasi da sala prove, primitivo, carnale, vagamente ritualistico che non disdegna le cessione black thrash classiche, sostenutissimo dal riffing continuo e la batteria che dà un carattere personale ed asciutto. Non serve nemmeno citare un brano o l’altro, sono quattro, durano quasi dieci minuti l’uno e suonano estremamente coerenti tra loro ed in tutti vi si troverà un imperante senso di vorticoso e morboso correre di ritmi costantemente incalzanti, con qualche rimando a sensazione dai primi Mayhem/Darkthrone in edizione però cupa ed una generale devozione agli anni ’90 che porta a peggiorare – fortunatamente – ogni aspetto tipico del Black Metal di quel tempo.

Siccome credo alla Amor Fati quasi fosse il mio oracolo, mi pregio di poter sancire d’aver trovato un altra loro produzione degna, votata al creare una spirale vorticosa entro la quale frullare Black Metal, ossa, filo spinato e morte, prima di pestarli pesantemente con un batticarne di pietra e servirteli sotto forma di polpetta amara ed indigesta.

Classificazione: 4 su 5.

Amor Fati Productions / anno 2020 / tracce 4 / durata 36:47
A Work of Ages / The Night, the Fog / What Dwells Between Fractured Worlds / To Become His Doorway.