[...] Tanti riff, tanti passaggi, tanti scenari, tante ritmiche, tante voci, tanto tutto, anche troppo certe volte, ma senza errori di nessun tipo. Di fatto, anche quando - forse - esagerano, i pezzi non stancano veramente mai del tutto in quanto ben scritti, con senso per l'atmosfera, della costruzione [...]
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FLUISTERAARS “Gegrepen door de geest der zielsontluiking”
[...] mi pento d'aver bypassato nel 2020 "Bloem", ed a dirla tutta non rammento nemmeno il motivo di quella scelta ma solo la copertina inconsueta. Se tanto mi da tanto tornerò sui miei passi [...]
CHAMBER OF UNLIGHT “Realm of the Night”
[...] un latente dubbio sulla longevità di questo disco facile da far vanire nella facilità appagante con la quale scorre l'album, finnico ma non filandese (per come intendo io il termine), simil cosmico, ma soprattutto, dannatamente performante [...]
BLACK SPIRIT “El Sueño de la Razón Produce Monstruos”
[...] ti piace il Black Metal? Sì, prosegui. No, passa oltre. Semplice. A cosa serve perdersi in giri di parole se il pianoforte della title track introduce così nettamente ad un paesaggio tetro, maligno e misterioso? Parla la musica, mentre cala il nero. [...]
HINSIDES “Under Betlehems Brinnande Stjärna”
[...] in "Under Betlehems Brinnande Stjärna" niente situations stilose da baffetti glam e panciotti hypster stile caccia urbana alla volpe, bensì ciodo, cavei longhi, gins mori scolorii, chitarra sega polsi, scrittura vivacissima, attenzione svedese nell'esecuzione brulla sapendo cos'è la melodia [...]
BEYOND MAN “Beyond Man”
[...] il miglior esempio di Black Metal nidrosiano recente, ma soprattutto inaspettato, perchè sputato sul mercato da una band con questa genìa, autrice nel recente passato di "Ebony Tower" o "Worlds Open, Worlds Collide", cioè due tomi non proprio da ricordare [...]
DJEVEL “Tanker Som Rir Natten”
[...] Nel ultimi anni è rarissimo io dia così tanto spazio ad un album da farlo finire in heavy rotation prolungata, ed il fatto ancora più strano è che sto parlando soltanto di un buon disco, mica un capolavoro, dal quale però fatico tantissimo a staccarmi essendomici appoggiato comodamente sopra [...]
VARGASKRI “Hyllningskväden”
[...] ho avuto anche la fortuna d'ascoltare "Hyllningskväden" in mezzo alle folate di vento fresco d'un temporale in avvicinamento, le quali hanno dato una rappresentazione fisica vera a certe sensazioni ed immagini puramente istintive portatemi dalla musica [...]
BOTGÖRELSEN “Att kuva det upproriska köttet”
[...] difatti "Att kuva det upproriska köttet" è molto ordinato, parla più con la testa che col cuore ed è come se tenesse le distanza dal fulcro del dolore sfiorandolo senza affondare la lama, per paura che si sporchi troppo [...]
SIRPINMURTAJA “Sirpinmurtaja”
[...] ricorda quei vecchi brani pretenziosi ed un bel pò barocchi composti da alcuni pazzi nord europei che cercavano, tanti anni fa, di far passare attraverso la stessa serratura musica estrema e classica, magari risultando troppo pretenziosi ma ai miei occhi coraggiosi [...]
NINKHARSAG “The Dread March Of Solemn Gods”
[...] Il mio è sicuramente un elogio molto emotivo alla classe di Jon, Johan, Peter e Ole, ma se lo faccio commentando "The Dread March Of Solemn Gods" significa che ricorda concettualmente un'epoca, suonato com'è tenendo saldamente la barra con determinazione ed un'espressività quasi figurativa che non lo fa sgonfiare mai [...]
CLANDESTINE BLAZE “Secrets Of Laceration”
[...] niente stillicidi di influenze improbabili, accostamenti insensati messi insieme per sentirsi nuovi e iperproduzione ammiccante. Parliamo di Aspa e tutto rimane circoscritto in un perimetro molto ben definito che può eventualmente infastidire un purista totale, fan della prima ora, ma non gli altri [...]
FLAIL “Dying Embers to Coldening Coals”
[...] Se "Dying Embers to Coldening Coals" funzionasse del tutto, ti piegherebbe le ginocchia rendendoti irreparabilmente molle fino a farti accasciare spento sul pavimento, ma ho usato il condizionale ed un motivo c'è, si chiama rindondanza, contro la quale i nostri potevano opporsi fermandosi alla mezz'ora [...]
KIROTTU “Deity Embers”
[...] ... e dopo "Ardent Passion for the Liquid of Life", mi domando ancora come sia stato possibile tutto questo. [...]
HAGETISSE “The Seven Sorrows of the Virgin”
[...] sembra un disco americano, ha tendenze simpho, suoni molto true e le eruzioni vocali tra il sacro e sacrilego narrano un racconto ecclesiasticamente sbagliato, bestiale, carnale, le cui tastiere sembrano elevare al cielo lo sguardo della musica alla ricerca di un Dio [...]














