MJERIM “Despair”

[...] Mjerim mi ha tenuto appeso al ricordo di Malefic proponendosi con alcuni dei suoi stilemi in un parallelo interiore riuscito, in quanto per scrivere musica emotivamente tanto violenta, buia, strana e liquida in maniera credibile, bisogna per forza dar voce ad una dimensione mentale complicata [...]

VALDAUDR “Drapsdalen”

[...] Di un esordio così non si può parlare male perchè va in automatico, la sua base di suono ha un qualcosa che rende superficialemente oscura la musica lasciandola asciutta, ed anche se non c'è un pezzo dei sette esente dal sembrare tutto sommato ovvio, li si ascolta, magari tirando la bocca ogni tanto ma senza mai sentirsi traditi [...]