NIHILL “Grond”


E’ sempre nel 2009 che anche “Grond”, seconda parte di un’annunciata trilogia, può emettere i suoi rutti mefitici seguendo ed elaborando quanto già descritto dal suo fratello deforme “Krach” (recensito qui), ri-pubblicato lo stesso anno da Hydra Head dopo l’uscita originaria nel 2007.

Le differenze stilistiche si notano ma di quelle parleremo tra poco perchè ascoltando “Grond”, l’evidenza più netta è il legame gemellare tra queste due creature bastarde partorite con dolore dai Nihill in un’aria mortifera quasi palpabile. I brani vecchi e nuovi sbuffano nichilismo malevolo da ogni poro, suonino essi più ambient o Black Metal e non si tratta di assemblare una serie di elementi per creare l’oscurità, bensì di evocarla realmente fin dall’opener “Aard”, la quale svela immediatamente la tendenza di quest’album a puntare più verso il metallo nero martellante, compatto, soffocante, fragoroso. Un vortice di sensazioni tra le quali regnano tensione e manca l’ossigeno per respirare. “Grond” è più dinamico, meno tetro relativamente parlando, meglio costruito, evoluto, come se quel demone rapitore incontrato la prima volta si fosse fermato ad osservare da lontano solitario un uomo in preda ai propri deliri mentre cerca di dare una forma comprensibile a vaneggiamenti distorti riguardo morte, fuochi fatui, volte di morte da attraversare e viaggi veleggiando gli oscuri mari del caos cosmico. Un calderone gorgogliante che accoglie dentro di sè ritmiche serrate, attimi di puro delirio, farneticazioni, urla e conati bestiali sferzati dal vento degli inferi nel finale di “Antimoon”.

Non penso si riesca a trovare una – singola – nota o effetto sonoro che allontanino tormento e dannazione dalle vs. orecchie durante lo scorrere di “Grond“, in quanto i Nihill ne sono puri e semplici catalizzatori, fino alle tendenze più doom della finale “Pulsus”.

Classificazione: 4.5 su 5.

Hydra Head / anno 2009 / tracce 4 / durata 52:12
Aard (the Fermentation of Sol and Luna in the Black Foliated Earth)
/ Antimoon (Concerning the Dead, the Coffin’s Fire Slow, but Eternal) / Vacuum (the Complexity of Entering the Vaults of Death) / Pulsus (Sailing the Great Dark Cosmic Sea of Chaos).