IMAGO MORTIS “Ossa Mortuorum e Monumentis Resurrectura”


Non bazzicando troppo certi tipi di Black Metal nella nostra lingua, il concetto a seguire mi ronza nella testa da un pò ma non l’ho mai potuto mettere nero su bianco qui sul blog: noi italiani con certe atmosfere musicali siamo proprio bravi. Parlo di un sentore personale, mi riferisco ad una capacità innata di trattare occultismo ed esoterismo che con il dovuto, indispensabile approfondimento, solo noi argomentiamo in maniera tanto genuina calandoli in uno scenario storico, diciamo così, medievaleggiante. Non per sminuire la tradizione musicale di altri paesi, ma certe suggestioni odorano di Italia quanto puzza di sudore il pesante pastrano di un viaggiatore errante a cavallo per terre sconosciute.

Fatta questa patriottica precisazione alla quale tengo molto, chiarisco che sono il meno indicato a trattare certi argomenti dal punto di vista concettuale o storico. Infatti non lo farò. Anzi vi dirò di più: non sono nemmeno un fan di determinati scenari calati nel metal. Quindi che cavolo mi cimento con gli Imago Mortis? Perchè “Ossa Mortuorum e Monumentis Resurrectura” è un grande album a prescindere da tutto. Quindi, se mi soffermo su questo lavoro è per questioni di fascino, tiro e atmosfera, lasciando certe argomentazioni alte a chi ne sa qualcosa davvero.

Prima però spenderò due parole per Crespi d’Adda, suggestiva località lombarda dove la band ha scattato la parte principale del set fotografico per il booklet, borgo industriale di fine ‘800 patrimonio UNESCO. Visitandolo anni fa, ci trovai un’inquietante quanto realistica metafora dell’esistenza moderna: imbocchi la strada della vita, lavori tutta la vita sotto l’occhio vigile del tuo padrone (tutti ne abbiamo uno ed ha vari nomi, sappiatelo) e che tu voglia o no, terminerai la tua vita, là al camposanto dove la via finisce. Che dire…, se questo é il destino, la differenza potrai farla soltanto dando qualità al tuo cammino, cosa che riesce agli Imago Mortis pubblicando uno spigliatissimo Black Metal dai suoni classici, non particolarmente distorti, più heavy/thrash che altro, ricco di enfasi data soprattutto dall’uso di vari idiomi non proprio comuni quali italiano, latino ed altre diabolerie linguistiche per me ignote ma che da sole valgono metà delle suggestione del disco per la pronuncia perfetta, impraticabile ad altri per ovvi motivi linguistici.

Come descritto dalla band, “Ossa Mortuorum e Monumentis Resurrectura” é davvero un antico libro perduto nel quale si narrano storie di eresie, roghi, condanne, iniziazioni diaboliche, lussuria, ridde sabbatiche e apparizioni spettrali ed usando le stesse identiche parole scritte dalla band per descriversi non cerco scorciatoie, bensì omaggio la precisione di una band intelligente ed evidentemente vispa dal punto di vista dell’approfondimento tematico, data anche l’evidente importanza dei testi rispetto alla musica sulla quale si appoggiano vocals eccellenti e liriche fascinose. “Ossa Mortuorum…” ha una distorsione semplice e lontana da elaborazioni cervellotiche, forse un pò troppo netta/secca nella resa che da un lato indurisce molto certi passaggi che di contro però, non avrei nemmeno voluto sentire in altro modo. So che é contraddittorio da dirsi quindi la risposta più probabile a certe mie pippe mentali sta semplicemente nei riff mai noiosi, che proprio così dovevano suonare e basta, energici nella sostanza più che per la forma, tra i quali spicca l’accelerazione che ad un certo punto di “Horribile cose che ne’ boschi” mi ha spalancato la bocca per la sua pura bellezza.

Alla fine del viaggio rimangono i ricordi di una narrazione ancestrale chiusi dalla ritualisticamente ripetitiva “…In Libro Diaboli“, la cui litania si era già ascoltata in “Pactum Est…“. Ebbene, vien voglia di recitarla senza sosta per restare ancora un po’ con indosso il nostro saio a camminare in tondo attorno alle fiamme di un fuoco, unico lume in una piana brulla immersa nel nero di una notte senza stelle.

Classificazione: 4.5 su 5.

Drakkar Productions / anno 2020 / tracce 6 / durata 45:40
Al passo con l’eresiarca / Nera mistica / Pactum Est / Finchè morte / Horribile cose che ne’ boschi / …in libro diaboli.