KAOSRITUAL “Svøpt Morgenrød”


In quel tempo, l’esordio di questo trio faceva parte di un qualcosa proveniente da Trodeheim, dove pareva iniziassero a prendete sempre più corpo nuove realtà delle quali fantasticavo si sarebbe potuto parlare con insistenza negli anni a seguire. Mare, One Tail, One Head (RIP), Black Majesty (?), Celestial Bloodshed (RIP). Band pure, cariche di quell’essenza che solo ai propri esordi si riesce a riversare in musica con tanta naturale efficacia. Tra questi i Kaosritual (RIP).

Se “Svøpt Morgenrød” non vi piacque, perché do per scontato l’abbiate ascoltato tutti quando uscì, vi consiglio di considerare seriamente l’opportunità di vendere la vs. collezione musicale e con i soldi comprarvi camicie (cit.) in quanto, un album come questo, materializza in musica il concetto di catacomba nella quale si nascondono tra le ragnatele quattro tomi musicali che entrano nel corpo dal retto, per uscirti dal petto. Vocals violente, dalla timbrica sporca odorante zolfo, produzione underground (“Svøpt Morgenrødwas recorder onto tape Octopber MMV), velocità e assalti ferali. Cori ipnotici, organetto scordato tremolante e beat rituali direttamente dagli inferi che gonfiano come mantici l’atmosfera prima dell’assalto all’arma bianca in “Forbannelse”, dai riflessi gelidi e riffing vorticoso.

Mai un cedimento, un’esitazione, testa bassa e muscoli tesi per affondare, ma anche controllo per calibrare rallentamenti e mid tempos. Questo non è Black Metal fatto per gioco, è un’espressione interiore pura che grida volgarmente vendetta dentro un marasma elettrico dal drumming tellurico e produzione a tratti confusa. E’ “Evig Svorne til Hov og Horn” e la sua energia che finisce per detonare nell’accelerazione furente di metà brano, quando un urlo inumano squarcia il cielo. Potrei parlare dell’aria ritualistica e maledetta della title track, o dell’incipit di “Djevelpakt og Trolldomsmakt” che mi rimanda dritto col cuore alle sensazioni di “Freezing Moon” dei Mayhem. Però voglio puntare ad altro, al perchè i Kaosritual fanno la differenza. Allora come oggi è possibile assemblare dischi formalmente corretti senza problemi, in fondo tutti sanno cosa vuol dire e cosa di deve fare per suonare norvegese ma a fare da spartiacque è la quantità di sangue speso mentre si incide il proprio disco e quanto questo riesce ad essere realmente maleodorante. Nel caso di “Svøpt Morgenrød“, dolore e furia scorronno a profusione.

La differenza. Essere primordiali, primitivi, violenti, esplosivi, brutali, snocciolando riff indemoniati come un fiume in piena. Completamente padroni dei propri mezzi come questi tre figuri che poterono permettersi a pieno titolo di farsi immortalare sul retro del CD entro le classiche cornicette tipiche di un tempo, come icone di un culto. Il culto del Black Metal.

Ave Archicathedra Nigra Nidrosiensis! Ave Satanas!

Classificazione: 5 su 5.

Blood Chalice / anno 2007 / tracce 4 / durata 31:47
Forbannelse / Evig Svorne til Hov og Horn / Svøpt Morgenrød / Djevelpakt og Trolldomsmakt.