GRIFTESKYMFNING “Svart materia”


Chissà per quale motivo i Grifteskymfning avranno deciso di pubblicare dopo quasi dieci anni, due full a distanza di 30 secondi l’uno dall’altro. Sicuramente la cosa lascia un segno in quanto porta ad una minima riflessione, quindi il duo già così segna un punto facendosi notare sia che si creda all’ipotesi romantica di una gestazione a braccetto per “Svart materia” e “Bedrövelsens Härd“, oppure si resti oggettivamente distaccati visto e considerato che musicisti così prolifici possono sicuramente produrre un paio di album scaglionandoli dal 2011 ad oggi. Rimane comunque un elemento, indipendente da tutto, che dalle mie parti si chiama soramanego, altrimenti detto cazzima oppure, in italiano corrente, abilità, accomunabile ad altri termini quali gusto, capacità esecutiva, stile. In altre parole ancora: qualità, svedese.

Svart materia” (ascoltabile qui) risulta sporco nel sound e attento nell’esporre le sue idee musicali come se la band avesse semplicemente deciso che tenerlo con gli spigoli vivi e delle bave agli angoli gli rendesse vermente giustizia conferendo al tutto un’aria sinistra, permettendo di percepire che di grezzi ci sono solo i suoni mentre l’ispirazione si dipana con velocità esecutive consistenti e grande attenzione verso l’atmosfera resa avvolgente dalle tastiere non tastiere spalmate su una base ruvida dannatamente Black. Ma soprattutto, cosa più importante di tutte, ognuna delle sei tracce resta distante da banalità o citazioni, cedendo soltanto a qualche autorichiamo generico dal periodo 2010/2011 nel modo di costruire determinati passaggi atmosferici (“Et skridt mod inte“) ma piazzando un bel momento di poderosa sospensione pre affondo in velocità in “Galgerytter“, che non farebbe proprio parte del carnet Grifteskymfning.

Dopo essermi letteralmente ubriacato di “Bedrövelsens Härd“, Svart materia” mi aveva inizialmente risvegliato l’immagine poco edificante di qualcuno che svuotando la cantina scarta il peggio tenendo il meglio, allo scopo di pubblicarci un altro disco, quando in realtà stiamo parlando di un lavoro in nessun modo appendice dell’altro come banalmente mi era parso, bensì un suo fratello sicuramente degno di nota anche per i momenti di grande enfasi in “Urgabets skrænter” e i tratti tetri e maestosi di “En afslutning“. Per cui da questa swedish combo esco soddisfattissimo perchè attraverso approcci diversi ho trovato certe melodie malvage che da sole marchiano a fuoco le parole Black e Metal, anche se spero vivamente di non dover attendere un’altra decade per ritrovarli, in quanto vedermi con le cuffie a più di cinquant’anni mentre ascolto un loro disco pare più che altro una suggestione…

Classificazione: 4.5 su 5.

Independent – Digital / anno 2020 / tracce 6 / durata 44:12
Svart materia / Et skridt mod inte / Galgerytter / Et åndsløst kald / Urgabets skrænter / En afslutning.