GRIFTESKYMFNING “Bedrövelsens härd”


Forse per semplificarmi la vita, ma avevo cristallizzato i Grifteskymfning nel loro esordio “Djävulens Boning” (recensito qui) come non avessi mai ascoltato il seguente “Likpsalm“, in realtà a me ben noto e che già li staccava da quello stile iniziale facendoli risultare più simili negli intenti agli Svartrit, i cui tre full non lasciano di certo il segno. Quindi “Bedrövelsens härd” mi è sembrato ingiustificatamente inaspettato dal punto di vista stilistico, ma anche – per fortuna – la conferma che il nome Grifteskymfning merita grande rispetto.

Come al tempo di “Djävulens Boning” faticai per trovare la mia copia del disco, tanto ora sono a rimarcare l’opposto in quanto sto ascoltato questo full in streaming. Anzi, senza raccontarsi che Cristo è morto di freddo, l’unico modo nell’underground per cercare di bypassare certi ascolti preventivi alla Jack Sparrow è il dare preview gratuite per chi ne ha bisogno. Tanto, siamo onesti, lo zoccolo duro degli acquirenti di un “Bedrövelsens härd” se lo andrà a cercare sempre e comunque, spendendoci anche dei bei soldi per l’eventuale edizione analogica perchè vivere l’esperienza materiale della musica rimane impagabile perfino se passa per un supporto freddino come il compact disk.

Tornando però alla musica, che poi è il motivo per il quale siamo qui, dopo un’intro un pò alla Xasthur, “Bedrövelsens härd” ci lascia tra le braccia di una commovente atmosfera old style ricolma di quella caratteristica melodia swedish malignamente trascinante e molto più Emperor nel suo essere di tante uscite tastierosamente barocche e sympho, il tutto sotto una spinta compositiva copiosa. “Bedrövelsens härd” è vintage, vocalmente tirato, ancestrale, malvagio, i suoi pezzi suonano completi sotto ogni aspetto sia esso atmosferico, melodico, ritmico, con tanto di passaggi tastierosi in grado di rapirmi come un vento nero che soffia, compagno delle migliori ispirazioni del disco la cui dimora si trova soprattutto nei dieci minuti eclatanti di “Lad Ondt Spire fra Dybet“, ricca di visioni e scenari che potrebbero durare in eterno e “En Jagt på Vinger“, sferzante, poderosa e trascinante. Se “Bedrövelsens Härd” fosse uscito nel 1995 sarebbe rimasto tra i grandi dischi di nicchia, quelli da snocciolare per fare il figo quando vuoi passare per colui che sa di Black Metal, gli stessi che trovi dopo trent’anni a prezzi da estorsione in asta su ebay. Scherzi a parte, spirito e atmosfera sono proprio quelli, identici ad allora ed io non riesco a smettere di pensare a quanto un tempo risultasse tutto inedito, misterioso e magico, proprio come questi Grifteskymfning.

Classificazione: 5 su 5.

Independent – Digital / anno 2020 / tracce 8 / durata 58:25
Intro / Sorte horisonter / Hadstjerne / Lad ondt spire fra dybet / Monster / En jagt på vinger / I skyggen af den æreløse strejfer / Bedrövelsens härd.