GRIFTESKYMFNING “Djävulens Boning”


Anche se il facepaiting dei promo shots inseriti nel booklet di “Djävulens Boning” non è il massimo, visto con occhio meno critico ha qualcosa di quell’ingenuità retrò che si vedeva agli esordi del genere attorno agli anni ’90. Purtroppo al tempo trovai molto meno underground la politica della loro casa madre che pareva voler tenere sotto il materasso le copie di “Djävulens Boning“, riducendone la distribuzione al lumicino tanto da indurmi, per semplice spirito di polemica, a fare i salti mortali pur di trovare la mia copia da chiunque altro non fosse la Mystery of Death. Infatti lo comprai da Red Stream…

Il motivo di queste osservazioni in apertura è che facendo finta di non notare anche la cover a mio avviso pessima per un full lenght su CD, la musica dell’esordio dei Grifteskymfning pare uscita dal miglior periodo nordico con annessi e connessi in fatto di sensazioni, produzione, vocals e un senso generale dell’opera maledettamente underground. Quella dei Grifteskymfning è l’antica arte di suonare un certo tipo di Black Metal atmosferico come oggi è difficile trovare, tratteggiando un mondo ancestrale perso nella natura e popolato da creature magiche nascoste nella boscaglia, dipingendo scenari con un riffing che sa essere anche molto veloce e correre spesso a braccetto con la doppia cassa quasi cantando, accompagnato da tastiere talune volte più presenti, altre solo velate e vocals non sempre riuscitissime, da sgrezzare, ma sempre più chiare nel loro intento espressivo man mano che si conosce l’album ed in sostanza perfette per lo scopo. Atmosfera è la parola preponderante nella musica di questi svedesi, accogliente e velatamente malinconica tra vari attimi di pace a metà tra sogno e realtà in ammirazione delle vaste distese di una terra che forse non è mai esistita, lasciando ampio spazio all’immaginazione mentre le note della strumentale “Vilsa Själar” paiono quasi gocce che cadono su uno specchio d’acqua lucente.

Ho cercato di mettere un po’ di poesia alla buona per tentare di far cogliere un concetto fondamentale per capire la forza essenziale che spinge “Djävulens Boning“: finchè il Black Metal sarà in grado di produrre sotto il proprio vessillo album di questa fattura non morirà mai. Chiamatela minestrina riscaldata se volete, io la trovo semplicemente saporita.

Classificazione: 5 su 5.

Mystery of Death / anno 2009 / tracce 10 / durata 51:11
Intro / I Oro Somna / Olyckans Gård / Mörka Ödemarker / Djävulens Boning / Underjordens Kall / Vilsa Själar / Blicka Mot Helvetets Grunder / Guds Fall / Den Ondes Frälsning (Bonus)
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