DAI-ICHI “Dai-Ichi”


Leggere dell’ennesima band misteriosa, dai membri misteriosi, dalla nazionalità misteriosa mi ha fatto sinceramente sbuffare, altrochè enigma. Ognuno faccia quel che vuole, manco mi interessa conoscere le motivazioni di certe scelte e si parla di Black Metal peraltro, quindi alcuni usi e costumi non moriranno mai quanto il mitico “no statements || death is real || death is coming“. Ma ho deciso di accettare la cosa come facevo negli anni ’80/’90, quando guardavo con un enorme punto di domanda sulla testa gli incontri di Hacksaw Jim Duggan, Ric Flair, Hulk Hogan e perchè no, mettiamoci Yokozuna per restare in tema. Era/è roba da actor studios ma attraente quanto le sette tracce di questo Raw Black ben scritto, per nulla artefatto al contrario della WWF e ben calato nel senso della proposta musicale che viene accostata dalla casa discografica a nomi quali Akitsa, Ildjarn, and Vlad Tepes.

Dello stupore soddisfatto questi Dai-ichi me l’hanno fatto provare, perché la mancanza di minuti dovuti alla durata risicata si fa sentire soltanto nella sbrigativa “Mokushi” che poteva approfondire di più la sua follia, mentre le restanti tracce mostrano una qualità di scrittura e della varietà di ritmi, sensazioni, riffing, da farti capite che “Dai-Ichi” ha parecchio da dire fino a salvare senza problemi una prova vocale troppo effettata al limite dell’acido che a me non piace quasi mai.

Perché “Dai-Ichi” ha sufficiente personalità e argomenti musicali in ogni suo passaggio da non necessitare di statement, con le sue chitarre veloci che sanno rendersi spesse e piene fondendosi con lo sferragliare della batteria. Quindi questo disco può fare a meno di una band enigmatic e non corre il rischio di risultate misinterpreted durante il suo freddo, inquieto scorrere che sul finale diventa pure ipnotico. Anzi, la musica del duo è impreziosita dal tocco alternativo dello stuzzicante abbinamento inconsueto tra sostanza grafica colorata e musica nera, visto che normalmente un album del genere avrebbe una copertina in b/n.

Quindi, “Dai-Ichi” è un bel disco. Non serve dire altro.

Classificazione: 3.5 su 5.

Fólkvangr Records / anno 2019 / tracce 8 / durata 25:56
Okaruto-shugisha / Kurushimu / Jikohakai / Mokushi / Chuudoku / Shina moeta ki / Seishi.