SVARTTJERN “Shame Is Just a Word”


Il mio ricordo più vivido degli Svarttjern è la traccia “Code Human” dall’esordio “Misanthropic Path of Madness“, che ancora oggi ascolto senza nemmeno proseguire col disco perchè da sola basta a farmi scapoiare. Poi due album che non ho frequentato e nel 2016 esce “Dødsskrik“, scritto in una lingua musicale congeniale ai miei gusti. Detto questo, uno si domanderebbe perché mai dovrei parlare del nuovo “Shame Is Just a Word” visto che parrebbe piacermi soltanto un loro brano e poco più.

Non é vero! Adoro il nome Svarttjern semplicemente per come suona, le ultime due copertine in particolare, gli scatti live, ma soprattutto sono legato ad un’idea di loro che in questo album e nel precedente trova ossigeno. Tutto ciò ed un pò di fiducia nel tipo di Black Metal che fanno mi ha tenuto agganciato al quintetto di Oslo, oggi impegnato ad esprimersi sulle coordinate particolarmente thrash di un carnet di idee dritto al punto e con tanto di cover degli Exodus, giusto per fugare ogni dubbio sugli interessi musicali dei nostri.

Trovo “Shame Is Just a Word” un lavoro molto focalizzato, di grande presenza musicale, bello pestato, eseguito bene, solido, freddo nei suoni ma caldo nel riffing, con una bella vena norse indispensabilmente sotto traccia, ma so benissimo che potremmo stare mesi a fare elecubrazioni su questo tipo di Black Metal le cui basi appaiono sempre le solite o quasi. Il punto è che sento gli Svarttjern più vicini di altri, in quanto idealmente un passo dietro al mainstream e quindi per me più simpatici, oltre che capaci di scrivere con ignoranza un pezzo come “Ment til å tjene“. “Shame Is Just a Word” è maturo, completo, un passo oltre rispetto al passato con una bella distorsione killer che avrebbe reso “Dødsskrik” la migliore palata sulla faccia della loro discografia e malgrado dia sembianze poco underground, questa sua ottima qualità sonora traccia una linea diretta al DNA dei pezzi.

Non sto cercando di vendere questo disco per quel che non è, anche perchè tra la sesta e la settima traccia sento ogni volta calarmi l’euforia, però poi dico: “Come faccio a non sponsorizzare una band apparentemente così sicura lungo la propria via, se poi incide gli inusuali passaggi della title track?“. Ma soprattutto, “Shame Is Just a Word” mi ha divertito!

Classificazione: 3.5 su 5.

Soulseller Records / anno 2020 / tracce 8 / durata 34:46
Prince of Disgust / Ment til å tjene / Melodies of Lust / Ta dets drakt / Frost Embalmed Abyss / Ravish Me / Bonded by Blood (Exodus cover) / Shame Is Just a Word.