VOSBÚÐ “Almannagjá”


Una volta, cioè tanto tempo fa in una galassia lontana, mi domandavo come mai gli islandesi non facessero Black Metal visto che già tutti gli altri nordici vi si erano cimentati. Ora invece mi chiedo come fanno a starci in una nazione piccola così, tante band tutt’altro che da dopo lavoro ferrovieri, bensì capaci di cogliere visioni a loro modo innovative o personali. Non sto qui a farvi una lista, apritevi Metal Archives, ma perfino a me che non seguo per forza una scena (che termine orripilante), trovarmi ad ascoltare islandesi è molto più facile d’un tempo.

La cosa divertente del fenomeno Islanda che sarebbe giusto declinare con un sano tanta musica fenomenale dallo stesso posto, è che viene chiesto qualcosa di questa presunta scena a qualsiasi band proveniente da tali lande, presupponendo ce ne sia una innanzitutto e dando per scontato che tutti gli abitanti di quel paese impegnati col Black Metal collaborino tra loro per il semplice fatto che la popolazione conta 360.000 persone. Con alcuni invece, si è giunti al più classico dei “come ha influito essere islandese nello scrivere la tua musica“, domanda alla quale una di queste band che non ho voglia di ricordare quale fosse, ha risposto qualcosa tipo “come ha influito nella tua vita essere italiano?“.

Non essendo però qui a fare un excursus sui fatti musicali di quella terra, vista anche la mia pigrizia galoppante nel ricordare aneddoti, bensì a parlare dell’esordio “Almannagjá” dei Vosbúð, vi dico che manco a farlo apposta il duo coglie nel segno dando alle stampe un onorabilissimo disco di secondafasciaalta, tutti aggettivi per dirvi che si tratta di una piccola chicchetta da pescare nel cospicuo mazzo del Black Metal modiale 2019. Tornando seriamente sull’argomento geografico di cui sopra, indubbiamente avere un background specifico aiuta a carpire meglio certe sensazioni in quanto basta fare una cosa: fermarsi ad ascoltare e ascoltarsi.

Per carità, come se bastare fosse riuscirci… cosa che accade per fortuna loro e nostra ai Vosbúð, i quali racchiudono in un disco fatto di Black Metal, talento compositivo per le melodie e afmosfera, il loro essere modernamente nordici, classici, mai banali durante questi trenta minuti ai quali si rimane aggrappati con estrema naturalezza. Con “Almannagjá” viene alla luce il messaggio musicale partecipato dei Vosbúð, nel quale la voce roca e bassa ha qualcosa di già sentito ma senza che ciò diventi un problema per questo interessante mix di mid tempos ed accellerazioni, alcuni passaggi vocali vichingamente evocativi, dissonanze molto particolari come in “Eldur á ís / Fjallið” e una produzione curata nella chiarezza underground di dare spazio ad ogni strumento. I Vosbúð non sono derivativi come tutte le band islandesi che mi é capitato di ascoltare e non solo perché ho scelto bene i miei ascolti, ma perché un filo conduttore che li esula da certe banalità c’è. Di fatto “Almannagjá” é un lavoro che a tratti riempie le orecchie di espressività comunicabile agli altri solo se metti in gioco te stesso con quel che scrivi, altra sfumatura per la quale non basta provarci per riuscire.

Classificazione: 4 su 5.

Wolfspell Records / anno 2019 / tracce 4 / durata 31:08
Eldur á ís / Fjallið / Miðnætursól / Almannagjá.