HORNED ALMIGHTY “To Fathom The Master’s Grand Design”


E’ plausibile, andando a rileggere altri articoli di questo blog, che la considerazione a seguire mi sia già uscita parlando di un altra band, ma amen, non ho voglia di approfondire la cosa ed anche se fosse il concetto rimane: sapete che mi ero dimenticato dei danesi Horned Almighty? Li ricordavo perfino olandesi. Non so se mi spiego. Così ho fatto mente locale per capire da quanto non mi appassionano e sicuramente si parla del periodo “Black Metal Jesus” / “The Devil’s Music – Songs of Death and Damnation“. Quanto era cafona la copertina bianca del secondo full, con l’angelo cornuto che imbraccia una… Gibson Flying, forse?

Quindi sono passati quattordici anni. Poi una parabola calante nel mio rapporto coi ns. danesi, inizialmente non così ripida pensando a “Contaminating the Divine“, che a me non diede molto malgrado fosse un buon disco, conclusa malamente da World of Tombs” del 2014, primo loro album mai ascoltato dal sottoscritto. Ma si diceva: “To Fathom The Master’s Grand Design“.

L’elemento sorpresa per me che non li frequentavo da tempo c’è stato indubbiamente ed è evidentemente riuscita la traduzione in fatti della volontà del quartetto di darsi una rinnovata variando il proprio stile senza smarrirsi, perdendo ahimè un bel pò della loro sfacciata rollosità basic d’un tempo e virando verso un suonare più black / meno cafone che immagino raccoglierà consensi tra chi non si affoga d’estremismo ogni giorno, ma cerca qualcosa di tirato con una bella dose di faccia tosta. Prima di scrivere queste due righe sono andato anche a spulciare una loro intervista recente e devo dire che l’onestà con la quale la band si è messa in gioco è da lodare, perchè andare oltre quel che sai per certo di poter dare, può essere faticoso come rompere con un piccone il proprio muro musicale costruito in anni di convinta passione. Per questo “To Fathom The Master’s Grand Design” merita, malgrado io lo senta poco carnale e profondo e sia solo parzialmente in your face come piace a me. A conti fatti però, o mi porto a casa la band così, oppure ad attaccarmi sarò io, non loro, dato che non c’è nessuna sbavatura o finzione in questo disco, in virtù di una scrittura meditata per quasi cinque anni contrapposta alla spigliata sessione in studio di venti ore quale garanzia di una evidente immediatezza del sound, che ti puoi permettere se sei un musicista professionista ed hai interiorizzato l’intento dei tuoi componimenti.

Detto questo, non credo seguirò più gli Horned Almighty. Lasciarsi così non è nemmeno il peggiore degli addi perché saranno sì diversi, ma pure in forma, però non sarei sincero se omettessi che mi sto alzando per andare a vedere dove ho messo “Black Metal Jesus“.

Classificazione: 2.5 su 5.

Scarlet Records / anno 2020 / tracce 8 / durata 36:21
Violent Cosmology / Apocalyptic Wrath / Antagonism Eternal / Devouring Armageddon / Swallowed by the Earth / The Great Death / Punishment Divine / Witchcraft Demonology.