CLANDESTINE BLAZE “Tranquillity of Death”


Clandestine Blaze ha vissuto anni di hype tale nei quali se ne pronunciavi il nome la gente sembrava aver visto la madonna e tutti si sperticavano in elogi che a me parevano non sempre appoggiati dal necessario senso cririco. Scremando il tutto dagli entusiasmi adolescenziali di molti, Mikko Aspa é un vero maestro, eppure io mi sono dimenticato del suo solo project gradualmente.

Tutto é partito da “Falling Monuments” con il quale ho iniziato e percepire la sensazione involontaria di scivolo verso il limbo degli album che l’hanno seguito, da me etichettati sbrigativamente come i soliti buoni dischi alla Aspa mentre la mia voglia di ascoltarli con trasporto scemava. Per fortuna nel 2018 esce “Tranquillity of Death“, al quale sono grato per avermi risvegliato dal torpore facendomi rivalutare anche i due che lo precedono.

Ripensandoci infatti, se puoi scrivere dischi suonando fedele senza eccedere nell’autocitazione hai del talento. Ma soprattutto, quando incarni lo spirito della tua arte così come tu l’hai concepito dal primo giorno, portandolo avanti per anni evitando dischi imbarazzanti e non sbandierando gli anni 80 come fossero un vanto a prescindere, non sei i Darkthrone ma il lupo solitario che guida Clandestine Blaze, al quale va dato rispetto.

Rispetto per la scelta di concepire l’album attuale tra analogico e digitale sfruttando le opportunità che i due metodi danno, per aver evitato di recuperare materiale precedente sentendo che avrebbe mancato il bersaglio, arrivando ad un connubio musicale che rende il disco inaspettatamente interessante e ricco di sfumature atmosferiche, compositive, che danno una propria personalità ad ogni brano seguendo la linea tracciata da riff crudi, marci, cupi e con un sentore dark, ma con delle raffinatezza in alcuni passaggi che non ricordavo possibili per Clandestine Blaze.

Come la bestia una volta così valorosa / Intrappolata in gabbie di giardini grotteschi / Seguendo i colpi di frusta del suo ammaestratore  / Allo stesso modo trasformato nella parodia dell’uomo / Come sarebbero gli uomini guariti dalla loro natura? / Peccatori ingabbiati, malati, che odiano se stessi!

Tamed Hearts

Malgrado tutto questo, non credo che “Tranquillity of Death” farà tornare a brillare come un tempo Clandestine Blaze nella mia teca degli irrinunciabili, anzi, in un certo senso preferirei la band idealmente congelata per sempre insieme ai Katharsis, eppure la dedizione con la quale mi ritrovo ad ascoltare e sentire questo album é tanto inaspettata quanto sincera, al pari dello stupore la prima volta che incrociai la cura messa nelle tastiere di “Tragedy Of Humanization“.


Northern Heritage Records / anno 2018 / tracce 6 / durata 39:53
God On The Cross; Tragedy Of Humanization; Blood Of The Enlightenment; Tamed Hearts; Tranquility Of Death; Triumphant Empire.

► VIDEO “Tranquillity of Death”◄

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