GARDSGHASTR “Slit Throat Requiem”


Anche se il tempo dei giri in bici è dei “ginocchi” sbucciati é passato da mó, il mio spirito bambino quando vede sotto lo stesso moniker Chaos Moon e Swartadauþuz (Azelisassath, Bekëth Nexëhmü e tanti altri) un brividino lungo la schiena lo prova soprattutto per i primi, ai quali sono molto legato fin dall’esordio “Origin of Apparition“, perdibile nella copertina ma non sotto l’aspetto musicale.

È ovvio che tastiere dalla presenza imponente, drumming martellante stile tempesta di neve/cosmica, vocals immerse nel vento gelido/spaziale di melodie perse tra tempo e spazio in quel misto di corse folli, esplosioni di synth, furia, strilli, sprazzi di calma e contemplazione notturno/invernale vanno a braccetto con la categoria del symphonic black metal, ma non vorremo mica ridurre tutto a questo no?

Sí, facciamolo, perché di ciò si tratta e rimanda alle sensazioni pescate al tempo con precisione certosina da Emperor e Limbonic Art, oggi interpretate alla propria maniera da Evilfeast e perché no, anche dai polacchi Kataxu che cito appositamente perchè al tempo di “Hunger of Elements” (anno 2005) buttarono sul piatto un album da ricordare al pari di “A Grim Funeral to the Soul of This World” della one man band spagnola Grim Funeral, datato 2008.

Scrivere brani così é come fare cover dei Queen: l’armamentario é importante per cui devi saperlo maneggiare ed avere il tuo Freddie Mercury sennò rischi di sbattere contro il primo platano. I Gardsghastr il loro Freddie l’hanno trovato nella capacità raffinata di descrivere immagini di questo quintetto che vanta la classe dei Chaos Moon miscelata al mood nordico di Swartadauþuz, che quando é ispirato e non fa sempre le solite cose cambiando soltanto nome, ha delle capacità che sembrano uscite dagli anni ’90. Per cui il consiglio é di indossare cuffie professionali, sparare il volume a bomba e mettersi al buio chiudendo gli occhi per lancianciarsi in spazi siderali, ma allo stesso tempo nevosi, perdendosi mentalmente in luoghi immaginari che sanno d’infinito, essenza di un certo tipo di Black Metal del quale la sola “Of Crimson Eyes” vale il prezzo del biglietto.


Profound Lore Records / anno 2019 / tracce 8 / durata 58:52
Promethean Flame; Of Crimson Eyes; Slit Throat Requiem; Journey Through Stagnant Time and Misery; Beasts of Horn and Wing; Diabolical Reverence; Unfurl the Profane Wisdom; Outro.

► VIDEO “Of Crimson Eyes” ◄

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