CARPE NOCTEM “Vitrun”


Quando trovo certi dischi mi capita di iniziare a fare il lezioso diventando ricercato quasi fossi un critico internazionale che soltanto con degli ascolti dedicati può assaporare un album, cosa sensata in parte e stupidamente auto limitante. Paradossale è che alla fine ho comunque la sensazione latente che il tempo dedicato al “Vitrun” di turno non sia stato sufficiente, soprattutto se si parla di lavori che per evidente natura non sono dei mordi e fuggi.

Conoscendo già gli islandesi Carpe Noctem, sapendo com’era finita con il precedente (vedi sopra) stavolta ho fatto in modo che ogni volta fosse quella giusta per ascoltare “Vitrum“, uscito senza fretta 5 anni dopo “In Terra Profugus” e che sono serviti a creare la spina dorsale di un album inaspettatamente interessante dal punto di vista emozionale, che partendo dalle assonanze con i Deathspell Omega amplia l’orizzonte andando oltre la sensazione di imponenza del precedente, aprendo all’introspezione che traccia dopo traccia esplora un mondo personale sempre più profondo che io vedo ben rappresentato dai livelli della spirale oculare in copertina.

Vitrun” ha un cuore e lo mostra, ma non nel senso sdolcinato del termine perché é nero ma con un fondo di tristezza che riaffiora durante un po’ tutti i brani ed ha uno svilupparsi interessante, sentito, a tratti liquido, greve ma non monolitico e sfumato in più punti che danno un senso di cupa riflessione tra un tumulto e l’altro, culminando nel finale della conclusiva “Sá sem slítur vængi flugunnar hefur náð hugljómun“, che ci accompagna verso l’uscita fumosa dell’inquieto e periglioso tunnel mentale tracciato da “Vitrun“.

Non si può prevedere veramente cosa farà una band di talento come questa, perché i ns. ne hanno ed é evidente, ma “Vitrun” mi ha proprio preso alla sprovvista lasciandomi con la sensazione di non averlo ascoltato abbastanza anche stavolta e non per mancanza di dedizione, ma per la qualità di questo riuscitissimo disco.


Code666 Records / anno 2018 / tracce 6 / durata 52:02
Söngurinn sem ómar milli stjarnanna; Upplausn; Og hofið fylltist af reyk; Hér hvílir bölvun; Úr beinum og brjóski; Sá sem slítur vængi flugunnar hefur náð hugljómun.

VIDEO “Upplausn”

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